L'Arca del Santo
di Luigi Polo
La villa “Arca del
Santo” di Anguillara
Veneta è stata per oltre
tre secoli la sede
locale della Ven. Arca
del Santo di Padova,
Istituzione ad amministrazione
laica fondata
nel 1396 allo scopo di
sovrintendere alla cura
della Basilica di S. Antonio
divenuta proprietaria
della gastaldia di
Anguillara a seguito
della donazione effettuata da Francesco Novello da Carrara nel 1405.
La costruzione, a pianta rettangolare, si sviluppa su due piani e trova un’elegante
caratterizzazione architettonica nello specchio centrale della facciata su cui spicca,
sopra il portale di ingresso, una trifora munita di parapetto formato da colonnine
cui fa da cappello un leggero frontone. Ai lati del corpo principale si aggiungono
simmetricamente due piccole ali omogenee alla villa delle quali, quella a destra è
l’oratorio dedicato a S. Antonio di Padova, continuazione della presenza in loco di
un sacello intitolato al Santo testimoniato fin dal XV secolo. Altri annessi di epoche
diverse si aggiungono su entrambi i lati.
Fatto erigere tra il 1660 e il 1665, l’edificio costituiva l’alloggio del fattore di campagna
e della sua famiglia ed era dotato di stanze riservate ai Presidenti ed ai Padri
Conventuali che si fossero recati in visita ad Anguillara.
Centro amministrativo della vasta tenuta fondiaria e all’occorrenza sede di rappresentanza,
ha ospitato nel corso dei secoli personaggi illustri: vi pernottarono, in
occasione delle visite vescovili, il santo Barbarigo (21 ottobre 1683) e il cardinale
Rezzonico futuro papa Clemente XIII (14 luglio 1747); di ritorno da Vienna vi sostò
papa Pio VI (20 maggio 1782), trovando due stanze allestite premurosamente
con un sontuoso rinfresco in suo onore .
Uscita di scena l’Arca del Santo con la vendita dell’intera tenuta di Anguillara,
ufficializzata nel 1974, la villa è stata nello stesso anno gravemente danneggiata da
un incendio doloso. Restaurata negli anni Novanta successivi a cura del CEIS di
Padova per essere adibita a sede di attività di recupero è attualmente inutilizzata e
a rischio di degrado, soprattutto nella parte dell’oratorio, spogliato impropriamente
dei preziosi arredi e a sua volta danneggiato da un incendio nel 2001. Ancora una
preziosa testimonianza storica del nostro territorio bisognosa di attenzione e cura.
