Professione Fotografo
di Mauro Agnoletto
Gli ultimi anni hanno visto una rapida evoluzione
delle tecniche telematiche. Queste
sono entrate nel quotidiano, incidendo in
modo profondo su molte abitudini della nostra
vita, aumentando in modo esponenziale
il breve intervallo temporale che ci divide da
un passato che è ancora fra noi ed un presente
repentino, che a stento riusciamo cogliere.
Pure il mondo della fotografia è rimasto affascinato
e contagiato dalle nuove possibilità
che le moderne tecnologie offrono, vivendo
un momento che potremo definire epocale.
Esso non è certamente il primo per la giovane
arte fotografica, ma costituisce una tappa,
sulla quale fermarsi, riflettere e ricordare.
In questo spazio ci si propone di rivisitare il
passato prossimo del mestiere del fotografo,
senza indugiare in inutili malinconie o, peggio
ancora, nel voler rincorrere mitiche età
dell’oro mai esistite, ma solamente perché
- ne siamo convinti - attraverso la memoria
delle proprie radici ci si può aprire con serenità
alle innovazioni, alla ricerca e ad ogni
nuova tecnologia che possa interessare il
mondo fotografico.
In questi giorni ho messo mano ad un (tentativo
di) riordino di materiale
fotografico conservato in un
armadio di un archivio parrocchiale.
Le foto più antiche risalgono
al periodo dell’immediato
dopo guerra. Non sono molte,
ma sono di buona qualità,
in bianco e nero, con belle
inquadrature, gruppi ben
composti e curate nella luce.
Furono scattate da fotografi
professionisti del tempo, i
quali, spesso, apposero alla
foto la loro firma.
Già, le firme apposte alla base
delle foto con l’ormografo da
fotografi di paese e città, scattate
con apparecchiature che
hanno fatto la storia della fotografia, macchine
che necessitavano di tempi particolari, di
manualità, che avevano ingombri che oggi
ci appaiono sorpassati, sviluppate in camere
oscure ricche di fascino e di mistero, ma anche
di tanta cura e pazienza.
Foto scattate da fotografi che - seppur di professione
- oggi corriamo il rischio di non ricordare
più, ma che hanno il merito di aver
contribuito a documentare il loro territorio
ed il loro tempo.
Da queste considerazioni prende vita il desiderio
poter conoscere quelle persone che
nella loro vita hanno fatto di “professione
fotografo”.
Da parte di questa redazione si ha chiara la
coscienza che riuscire in ciò è un traguardo
ambizioso, come pure che quanto ci si propone
è frutto di un non facile lavoro di ricerca.
Pur tuttavia iniziamo, fiduciosi, ma anche
speranzosi nel fatto che qualche lettore,
dopo avere visto queste righe, sia preso dalla
curiosità di rovistare nella sua soffitta, fra le
sue vecchie foto e cercare fra queste qualche
firma apposta con l’ormografo dai fotografi
di paesi e città.
