Ritratto: Antonio Aggio
di Franco De Checchi
Antonio Aggio nacque a Boara Pisani il 12
ottobre 1846, figlio di Giovanni e di Teresa
Varagnolo, medi possidenti terrieri.
Giovane studente di giurisprudenza nell’ateneo
patavino, partecipò ai moti antiaustriaci
del 1866 combattendo con coraggio ed
energia. Laureatosi in legge nel 1870, preferì
rinunciare alla carriera forense per dirottare
tutte le sue energie nella politica e nella
gestione del patrimonio familiare, seguendo
con passione e discernimento i progressi
dell’agricoltura ed applicando i migliori ritrovati
tecnici alle proprie campagne.
Nel 1881 fu tra i promotori della Società di
Mutuo Soccorso “I figli del Lavoro” (della
quale fu anche presidente), fondata a Monselice
da Angelo Galeno, che diventerà suo
compare, e da Carlo Monticelli, uno dei padri
del socialismo padovano. Additato come
“nemico ed affamatore” dagli anarchici, preso
di mira per il suo radicalismo dal bracciantato
durante gli scioperi de “La Boje” e
accusato di maltrattare i propri dipendenti,
nel 1895 cambiò decisamente rotta politica
avvicinandosi ai movimenti progressisti più
moderati per sfruttare le organizzazioni operaie
a fini di propaganda elettorale.
Sul finire del 1891 Aggio fondò ad Este il
settimanale democratico Il Lavoratore (31
dicembre 1891 - 23 giugno 1894), giornale
che seppe confrontarsi con i gravi problemi
locali e nazionali dell’epoca e che in seguito
informò regolarmente sulla sua attività parlamentare.
Sostenuto da Giovanni Bazzarello
suo fedele scudiero per vent’anni, fatto assumere
nel 1882 per sua intercessione come
segretario comunale di Boara, Antonio Aggio
si riconfermò alle politiche del 1900, sconfiggendo
di stretta misura al ballottaggio il
conte Giacomo Miari de Cumani, al termine
di un’aspra battaglia politica nella quale fu
accusato dagli avversari di concubinato e di
essere un nemico della religione, della proprietà
e della famiglia.
Durante i moti bracciantili del giugno 1901 fu
coinvolto, suo malgrado, nelle agitazioni, in
quanto venne invitato dall’ispettore di Pubblica
Sicurezza a tentare una mediazione tra
i lavoratori e gli scioperanti.
Al di là dello specifico episodio, Antonio
Aggio fu un convinto assertore della cooperazione
come mezzo pratico e pacifico per
attuare l’emancipazione dell’operaio e vide
nell’associazionismo una fonte di benessere
e prosperità generale. Per onorare l’illustre
compaesano scomparso il comune di Boara
Pisani decretò il lutto cittadino, issando la
bandiera a mezz’asta e ordinando la chiusura
delle scuole comunali il giorno delle solenni
esequie, celebrate alla presenza della municipalità
al gran completo, dell’amministrazione
provinciale e dei compagni di battaglie
politiche. Nel 1904 “La sua terra nativa grata
ne riconduce la memoria delle sembianze”
attraverso l’apposizione di una lapide a
destra dell’entrata principale del municipio
ricordando che il “deputato al parlamento
nazionale devoto a libertà e democrazia insegnò
con la semplice vita che è sapienza la
bontà fatta milizia”.
