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Fotografia e… tra Padova e Rovigo ~ Anno IV n.10 ~ Ottobre 2011

Ritratto: Antonio Aggio

di Franco De Checchi

Antonio Aggio 1846-1903, ritratto pp Antonio Aggio nacque a Boara Pisani il 12 ottobre 1846, figlio di Giovanni e di Teresa Varagnolo, medi possidenti terrieri. Giovane studente di giurisprudenza nell’ateneo patavino, partecipò ai moti antiaustriaci del 1866 combattendo con coraggio ed energia. Laureatosi in legge nel 1870, preferì rinunciare alla carriera forense per dirottare tutte le sue energie nella politica e nella gestione del patrimonio familiare, seguendo con passione e discernimento i progressi dell’agricoltura ed applicando i migliori ritrovati tecnici alle proprie campagne. Nel 1881 fu tra i promotori della Società di Mutuo Soccorso “I figli del Lavoro” (della quale fu anche presidente), fondata a Monselice da Angelo Galeno, che diventerà suo compare, e da Carlo Monticelli, uno dei padri del socialismo padovano. Additato come “nemico ed affamatore” dagli anarchici, preso di mira per il suo radicalismo dal bracciantato durante gli scioperi de “La Boje” e accusato di maltrattare i propri dipendenti, nel 1895 cambiò decisamente rotta politica avvicinandosi ai movimenti progressisti più moderati per sfruttare le organizzazioni operaie a fini di propaganda elettorale. Sul finire del 1891 Aggio fondò ad Este il settimanale democratico Il Lavoratore (31 dicembre 1891 - 23 giugno 1894), giornale che seppe confrontarsi con i gravi problemi locali e nazionali dell’epoca e che in seguito informò regolarmente sulla sua attività parlamentare. Sostenuto da Giovanni Bazzarello suo fedele scudiero per vent’anni, fatto assumere nel 1882 per sua intercessione come segretario comunale di Boara, Antonio Aggio si riconfermò alle politiche del 1900, sconfiggendo di stretta misura al ballottaggio il conte Giacomo Miari de Cumani, al termine di un’aspra battaglia politica nella quale fu accusato dagli avversari di concubinato e di essere un nemico della religione, della proprietà e della famiglia. Durante i moti bracciantili del giugno 1901 fu coinvolto, suo malgrado, nelle agitazioni, in quanto venne invitato dall’ispettore di Pubblica Sicurezza a tentare una mediazione tra i lavoratori e gli scioperanti. Al di là dello specifico episodio, Antonio Aggio fu un convinto assertore della cooperazione come mezzo pratico e pacifico per attuare l’emancipazione dell’operaio e vide nell’associazionismo una fonte di benessere e prosperità generale. Per onorare l’illustre compaesano scomparso il comune di Boara Pisani decretò il lutto cittadino, issando la bandiera a mezz’asta e ordinando la chiusura delle scuole comunali il giorno delle solenni esequie, celebrate alla presenza della municipalità al gran completo, dell’amministrazione provinciale e dei compagni di battaglie politiche. Nel 1904 “La sua terra nativa grata ne riconduce la memoria delle sembianze” attraverso l’apposizione di una lapide a destra dell’entrata principale del municipio ricordando che il “deputato al parlamento nazionale devoto a libertà e democrazia insegnò con la semplice vita che è sapienza la bontà fatta milizia”.

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