Viviana Segantin, Raccontare la vita
di Angioletta Masiero
E’ giovane, Viviana Segantin, ha trentasei anni, è nata a Rovigo ma vive e lavora a Padova
come copywriter e addetta stampa.
Ha collaborato con diversi periodici e si è aggiudicata premi in numerosi concorsi letterari
nazionali per racconti brevi inediti.
Recentemente ha pubblicato il suo primo romanzo dal titolo “Back for good” (Panda Edizioni)
che è stato presentato in un caffè letterario padovano.
Viviana Segantin è figlia d’arte in quanto il papà, il prof. Lino Segantin, è scrittore e diretore
del semestrale “Ventaglio Novanta” e la mamma, Maria Grazia, crea artistici e originali
gioielli. Pertanto, Viviana è cresciuta in un ambiente culturale molto vivace e stimolante.
Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne, la giovane autrice si è trasferita
a Padova. Viviana ha un carattere forte e volitivo e, attraverso la scrittura, riesce ad esprimere
i propri sentimenti e le emozioni più profonde.
Nel romanzo “Back for good” emerge la figura di Silvia, studentessa universitaria che possiede
diversi tratti caratteristici dell’autrice.
La vicenda è incentrata sulla vincita di una borsa di studio Erasmus a Londra, uno stage
alla BBC.
Il viaggio oltre Manica si rivela essere inaspettatamente un’esperienza forte, fatta di nuove
amicizie, di passione, di trasgressione. Un pezzo di vita che sembra sradicare valori, convinzioni,
punti fermi, facendo nascere in Silvia conflitti, dubbi ed interrogativi.
Mesi intensi, in cui l’Italia e gli affetti di sempre sembrano perdere consistenza sopraffatti
da istinti ed attrazioni fino ad allora sconosciuti.
Viviana riesce a cogliere, attraverso la scrittura,
le conflittualità e le problematiche di
tanti giovani d’oggi. Il suo romanzo è una
sorta di diario emozionale che scava negli
umori e nei sogni di una giovane donna
alle prese con scelte di vita e di affetti ,con
problematiche e interrogativi da affrontare
e risolvere in modo equilibrato e responsabile.
Viviana Segantin vive nel suo tempo, ripropone
la metafora personale dell’io in
rapporto al mondo esterno.
La didascalia dei suoi apparati linguistici
appartiene solo alla sua personale categoria
interiore, le sue capacità stilistiche
e contenutistiche appartengono alla sfera
più interiore e avvertita della sua personalità;
ma Viviana è anche un’osservatrice
attenta delle coscienze plurime
del mondo, è un’auscultatrice sensibile
della sfera del sentimento e quindi non
può che riproporsi in quella sorta di itinerario
di scrittura che è la sua intima
essenza.
