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Fotografia e… tra Padova e Rovigo ~ Anno IV n.10 ~ Ottobre 2011

Francesco Danesin L'AUTORE

di Gustavo Millozzi

Non si può in Padova e provincia vivere nel mondo della fotografia senza incappare in Francesco Danesin. Inaugurazioni, incontri, dibattiti, esposizioni, librerie specializzate lo vedono presente ed i suoi interventi sono di regola in quanto non manca mai di prendere la parola per puntualizzare il suo pensiero e di scattare fotografie…
Lo conosco da quasi cinquant’anni ed ho seguito il suo percorso e la sua attività non solo di fotografo, ma anche di divulgatore e di didatta con al suo attivo anche la pubblicazioni di interessanti volumi.
Proprio una recente mostra “Rimembranze dell’Hortus Simplicium” ha voluto ricordare il suo primo libro uscito nel 1987 esponendo una parte del corpus di immagini che erano state lì riprodotte (oltre 50) nel volume che appunto riportava il titolo “Hortus Simplicium” con il quale aveva illustrato, usando una vecchia terminologia, le bellezze contenute nell’Orto Botanico di Padova.
E sulla scia di quella “rimembranza” mi fa piacere parlare qui di Francesco, divenuto ormai per gli amici ed estimatori il “maestro” e questo titolo, da loro conferitogli, è a mio parere molto più importante di un riconoscimento ufficiale o accademico in quanto dettato dal riconoscimento “coram populo” a lui dovuto per la sua lunga ed appassionata attività.
Docente di innumerevoli corsi di fotografia, possessore di un archivio (cartaceo ed informatico sempre in riordino) di immagini e scritti inerenti alla comune passione non ha paura di addentrarsi (e con successo) anche in ricerche complesse: cito come esempio un suo recente scritto di oltre 50 fitte pagine, estensione di una conferenza da lui tenuta a Piacenza, del titolo “Fotografia e matematica: algoritmi ed emozioni nell’arte fotografica” apparso in un recente volumetto.
Ma tornando all’”Hortus Simplicium”, un libro che pur avendo ormai tanti anni non li dimostra (e che, divenuto introvabile meriterebbe di essere ristampato), sfogliandolo mi è venuta alla mente una discussione che, al tempo della sua uscita, avevo dovuto sostenere con un amico che, pure fotografo, asseriva l’inutilità di riprendere piante e fiori in quanto le immagini ricavate non avrebbe saputo esprimere la personalità dell’autore in quanto semplici riproduzioni di una ferma realtà.
Ribadii allora, come confermo anche oggi, che ogni autore dietro la macchina fotografica, riprendendo una qualsivoglia immagine, prima con lo spirito ed i sensi, quindi trasferendola sulla pellicola (ora anche sul supporto digitale) si esprime attraverso rapporti intenzionali che egli stabilisce tra il mondo, gli esseri e le cose divenute a loro volta oggetti e soggetti. Il risultato fotografico, immagine oggettiva “soggettivizzata” diviene allora una rappresentazione che ha mantenuto solo certi aspetti, certe relazioni con la realtà oggettiva, ma che è più attinente allo spirito, alla personalità dell’autore.
E Danesin ne dà conferma a mio giudizio rappresentando la grazia naturale e la perfezione dei soggetti ripresi rivelando sia la realtà, sia l’astrazione, sia l’essenza e beltà dei cambiamenti stagionali e comprendiamo quanto lo abbia “intrigato” ciò che stava interpretando. Che l’albero sia isolato o circondato da altri rappresenta per il nostro fotografo l’immagine stessa della vita. Il variare delle forme, la struttura, le foglie, la texture della corteccia sono di volta in volta per lui soggetti d’interesse.
Francesco Danesin ha voluto allora farci comprendere, e lo fa ancora oggi quando richiudiamo il suo bel libro dopo averlo risfogliato, che la bellezza dell’albero e della natura non conosce particolari stagioni, esiste sempre durante tutto l’arco dell’anno a condizione che noi abbiamo gli occhi adatti per riconoscerla.

Francesco Danesin - COTINUS COGGYGRIA SCOP.
Francesco Danesin - COTINUS COGGYGRIA SCOP.

Francesco Danesin nasce a Padova il 25 settembre 1939 ed inizia l’attività nel 1960.
La sua attività si rivolge a cerimonia e ritratto, editoriale redazionale, fotoreportage, arte, architettura, interni, ricerca creativa, multimediale e digitale, corsi didattici.
E’ esperto di proiezioni in dissolvenza con musica, scenografie, con l’impiego di diapositive, per spettacoli di danza in teatri.
Pubblicazioni: Hortus Simplicium, Erbarium, Bagliori di Oxidiana, Da Galileo alle Stelle, e oltre 150 copertine di riviste.
Collezioni:
Cabinet des Estampes della Biblio-téque Natìonale di Parigi e altre.

Nel 2000 è stato chiamato dall’Assessore alla Cultura del Comune di Padova a far parte, unitamente ad altri cinque membri, del Gabinetto di Consulta della Fotografia.

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