Athesis News IT
Fotografia e… tra Padova e Rovigo ~ Anno IV n.10 ~ Ottobre 2011

FRANCO GIOLO il pittore del Polesine

di Graziano Zanin

Ha gli occhi vivi ed indagatori come quelli di un bambino, lo sguardo sornione e nello stesso tempo provocatorio racchiuso tra capelli e barba grigia testimonianti che, nonostante tutto, gli anni sono passati anche per lui.
Il fanciullino che è in noi, in Giolo traspare più evidentemente che mai e sembra, anche per chi lo conosce da poco, sia un vecchio compagno d’infanzia.
Franco Giolo è nato diversi anni fa a Granzette, piccola frazione di Rovigo, vivendo nei suoi primi anni la quieta vita di un paesino rurale anteguerra.
La sua indole combattiva lo indirizza verso il pugilato (peso piuma): combatte sul ring una settantina di incontri e si ritira imbattuto ancora ventenne.
Trasferitosi a Cormano (interland milanese), riversa la sua carica energetica nel lavoro gestendo un’impresa di decoratori confluita poi in un’attività commerciale nel campo delle belle arti.
Nel 1982 appende al chiodo anche quest’attività e si dedica completamente a quella che ritiene la sua missione: far rivivere su tela la vita polesana d’un tempo con la forza espressiva della sua arte.
Vive permanentemente a Milano dove dipinge, sempre e comunque, soggetti agresti, ma il suo cuore si divide tra la sua famiglia (moglie e tre figlie) e il Polesine. Espone in molte località italiane, in Germania, Olanda, Svizzera e altri paesi europei.
Torna sistematicamente a Rovigo e si rifugia per periodi più o meno lunghi nel suo studio di Granzette. Nel 1994 aderisce all’associazione culturale Athesis, trova nuovi stimoli ed intesse ulteriori contatti anche con fotografi. Intensifica le esposizioni personali toccando diversi comuni della Bassa Padovana e del Polesine.
Per varie vicissitudini nel 1995 cede il suo atélier di Granzette e si confina volontariamente nella sua residenza milanese isolandosi per diversi anni. Continua a dipingere, ma solo agli inizi del nuovo millennio ritrova la determinazione per la scelta che lo riporta nei luoghi della sua infanzia.
“Ricominciando da dov’ero rimasto” del 2001 è la personale che a tutti i costi vuole a Stanghella (Padova) e dalla quale ripartono iniziative che lo vogliono come “Pittore in mostra” in uno studio/laboratorio, aperto per più di un mese, presso la Pinacoteca “Favaro” di Stanghella e rivolto soprattutto alle scolaresche. Offre la sua rinnovata “grinta” in mostre nel territorio polesano e padovano.
Espone poi nel territorio milanese tornando ancora nel 2007 nel suo Polesine come una folata di vento che ti investe improvvisamente, ti spiazza, mettendoti in disordine per qualche momento. Poi pian pianino ti riassetti e riprendi… ma non del tutto, se la folata di vento si chiama Franco Giolo.
Come altri artisti, dice di preferire non commentare e lasciare che parlino le sue opere. Per qualche istante è quasi credibile, ma la verve oratoria e il bisogno di comunicare in continuazione esplodono e le parole materializzano immagini e convinzioni che fanno capire come sia impossibile scindere le sue opere dalla sua personalità.
Franco Giolo è un personaggio, di quelli autentici, di quelli poco inclini al compromesso, a volte scontroso, irascibile, che si accende divampando a destra e manca, ma spegnendosi con la stessa tempestività con una strizzatina d’occhio e con un accenno di sorriso amabilmente beffardo.
Le sue parole emanano convinzioni profonde, soprattutto confermano che lui è vero… non è tra quelli “con la faccia di cera, tutti grigi come grattacieli”

Enrico Andreotti - Franco Giolo

Il suo olio su tela ci propone immagini del passato: un passato con una forte carica emotiva, un passato come rifugio di un disagio presente?
E’ difficile argomentare delle sicurezze perché a volte le opere sono la costruzione artificiosa che gli artisti fanno di un'aspirazione di vita non vissuta materialmente, ma idealizzata per dare risalto alla loro espressività.
La ragazza, la bella ragazza passa in bicicletta, gonne maliziosamente scomposte dal vento sopra le ginocchia, rivolge lo sguardo verso i bambini che giocano; guarda Giolo bambino? o è il Giolo di adesso che ancora pensa quando da bambino vedeva passare la bella ragazza…
I giocatori di carte, le discussioni e le risse d’osteria sono momenti espressivamente documentati o vissuti?
Il vecchio pittore e l’immancabile cane ci testimoniano l’amore per gli animali o il desiderio di avere almeno la compagnia di un cane?
Gli amici s’incontrano sotto le intemperie per necessità compositive e d’atmosfera, o ci dicono che l’amicizia, se vera, non teme alcuna avversità?
Gli scolari sempre attenti ed allegri, raffigurati sempre all’aria aperta, sanciscono una libertà acquisita e vissuta dal Giolo bambino o un’aspirazione negata?
Un grande artista parlò di un vecchio e del mare. Il vecchio era destinato a scomparire, il mare no.
Il “vecchio” Giolo forse, come direbbe lui, scomparirà: le sue opere no, vivranno in eterno.
Questa sarebbe una bella frase per concludere una presentazione, ma è troppo scontata come tante frasi che concludono le prediche in chiesa.
Certamente le tele di Giolo avranno più durata fisica dell’uomo, ma chi lo avrà conosciuto non potrà non ricordarlo e amarlo come persona … nonostante tutto…
Franco Giolo, un artista con una grande autostima, sicuro di sé, o che maschera la sua timidezza, paventando un grande spirito combattivo?
Tutto da scoprire leggendo le sue tele…

E’ nell’intenzione dell’artista una donazione di sue opere alla Pinacoteca Favaro di Stanghella (PD). Attendiamo l’evento…

Graziano Zanin - Franco Giolo

IN USCITA
Passione ITALIA
Appuntamenti
Sommario di Ottobre

FIAF
Federazione Italiana
Associazioni Fotografiche

2011
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic
2010
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic
2009
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic
2008
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic


_

Patrocini
Athesis
CircoloCulturale
ArtiGrafiche
turismo&cultura
Centuriazione
Gruppo
Autori Polesani
CSV Padova
Provincia di Rovigo
Comune di Rovigo
Comune di
Boara Pisani
Comune di
Stanghella