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Fotografia e… tra Padova e Rovigo ~ Anno IV n.10 ~ Ottobre 2011

RITRATTO: Pietro Balan

di Franco De Checchi

 archivio De Checchi, Ritratto di Pietro BalanPietro Balan, figlio di Vincenzo, umile tornitore, e di Teresa Bagattin, nacque ad Este il 3 settembre 1840. Appresi dal nonno Pietro i primi rudimenti della lettura e della scrittura, frequentò nel biennio 1850-52 il ginnasio di Este, per poi entrare nel Seminario di Padova il 14 novembre 1852 sotto l’ala protettrice di monsignor Francesco Panella, che ne seguì da vicino la formazione sostenendolo anche finanziariamente. Intrapresi nel 1858 gli studi teologici, l’anno successivo approfittò della chiusura del Seminario, adibito temporaneamente ad ospedale militare, per intraprendere le sue prime esercitazioni letterarie. Nel marzo 1861 pubblicò la sua opera d’esordio intitolata “Sul Papato”, nella quale sviluppava alcuni capisaldi dell’intransigentismo temporalista in difesa del Papa- Re e delle posizioni conservatrici espresse da Pio IX sul Risorgimento, ritenuto fonte di disordini morali e sociali. Il suo atteggiamento accanitamente filopapista rese spesso inquieta la propria permanenza in Seminario, che risentì del clima di forti divisioni politiche in seno alla chiesa padovana e della feroce polemica tra temporalisti e cattolici liberali, rinfocolata da un caustico opuscolo pubblicato dall’abate bellunese Angelo Volpe. Ultimati i corsi teologici, nel novembre 1862 Balan si dedicò all’insegnamento della grammatica e, per un breve periodo, all’incarico di vice-bibliotecario del Seminario. Ricevuta l’ordinazione sacerdotale (21 marzo 1863), non rinunciò all’attività di fervente polemista nell’agitato dibattito sociale indipendentista, attirandosi pericolose inimicizie che gli cagionarono un attentato dal quale uscì miracolosamente illeso. Nello stesso anno fu tra i fondatori della Società Cattolica Padovana, nata con lo scopo di contrastare la stampa rivoluzionaria attraverso l’ambizioso proposito di giungere all’istituzione di un giornale cattolico capace di difendere la Chiesa dai nemici esterni ed interni, progetto che si concretizzò a Venezia il 30 maggio 1865, grazie all’appoggio del patriarca Trevisanato, con la pubblicazione del periodico “La Libertà Cattolica”, cessato un anno più tardi sulle ali della III Guerra d’Indipendenza. Il deteriorarsi del clima politico e l’ostilità dei liberali costrinsero l’austriacante Balan a ritirarsi ad Este, ma le bordate di fischi e le minacce con cui fu accolto in patria lo convinsero a trasferirsi dapprima a Torino, dove collaborò con “L’Unità Cattolica”, e poi a Mode- RITRATTO: Pietro Balan di Franco De Checchi na, dove fondò il battagliero “Diritto Cattolico”. Rientrato a Torino nel dicembre 1873 per dirigere “L’emporio popolare”, fece presto ritorno a Modena, dove poté coltivare la sua passione per la storia e progettare la stesura di un’opera grandiosa, la “Storia d’Italia”, che vide la luce in sette volumi nel 1893. Nel 1879, intanto, iniziò a pubblicare un’altra sua importante opera, la “Storia della Chiesa Cattolica in continuazione del Rohrbacher”, che narrava in tre volumi le vicende del pontificato di Pio IX. Nello stesso anno Leone XIII gli affidò l’incarico di Sottoarchivista pontificio, carica alla quale rinunciò nel 1883 per stabilirsi nel romitaggio bolognese di Pragatto, dove si ritirò lontano dai clamori per condurre a termine l’imponente “Storia d’Italia”. Pietro Balan si spense dopo una breve malattia il 17 febbraio 1893 a Crespellano (BO), lasciando in eredità al Seminario padovano la sua ricchissima biblioteca.

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