RITRATTO: Pietro Balan
di Franco De Checchi
Pietro Balan, figlio di Vincenzo, umile tornitore, e di
Teresa Bagattin, nacque ad Este il 3 settembre 1840.
Appresi dal nonno Pietro i primi rudimenti della lettura
e della scrittura, frequentò nel biennio 1850-52
il ginnasio di Este, per poi entrare nel Seminario di
Padova il 14 novembre 1852 sotto l’ala protettrice di
monsignor Francesco Panella, che ne seguì da vicino
la formazione sostenendolo anche finanziariamente.
Intrapresi nel 1858 gli studi teologici, l’anno
successivo approfittò della chiusura del Seminario,
adibito temporaneamente ad ospedale militare, per
intraprendere le sue prime esercitazioni letterarie. Nel
marzo 1861 pubblicò la sua opera d’esordio intitolata
“Sul Papato”, nella quale sviluppava alcuni capisaldi
dell’intransigentismo temporalista in difesa del Papa-
Re e delle posizioni conservatrici espresse da Pio IX
sul Risorgimento, ritenuto fonte di disordini morali
e sociali. Il suo atteggiamento accanitamente filopapista
rese spesso inquieta la propria permanenza
in Seminario, che risentì del clima di forti divisioni
politiche in seno alla chiesa padovana e della feroce
polemica tra temporalisti e cattolici liberali, rinfocolata
da un caustico opuscolo pubblicato dall’abate
bellunese Angelo Volpe. Ultimati i corsi teologici, nel
novembre 1862 Balan si dedicò all’insegnamento della
grammatica e, per un breve periodo, all’incarico
di vice-bibliotecario del Seminario. Ricevuta l’ordinazione
sacerdotale (21 marzo 1863), non rinunciò
all’attività di fervente polemista nell’agitato dibattito
sociale indipendentista, attirandosi pericolose inimicizie
che gli cagionarono un attentato dal quale uscì
miracolosamente illeso. Nello stesso anno fu tra i fondatori
della Società Cattolica Padovana, nata con lo
scopo di contrastare la stampa rivoluzionaria attraverso
l’ambizioso proposito di giungere all’istituzione
di un giornale cattolico capace di difendere la Chiesa
dai nemici esterni ed interni, progetto che si concretizzò
a Venezia il 30 maggio 1865, grazie all’appoggio
del patriarca Trevisanato, con la pubblicazione del
periodico “La Libertà Cattolica”, cessato un anno
più tardi sulle ali della III Guerra d’Indipendenza. Il
deteriorarsi del clima politico e l’ostilità dei liberali
costrinsero l’austriacante Balan a ritirarsi ad Este, ma
le bordate di fischi e le minacce con cui fu accolto in
patria lo convinsero a trasferirsi dapprima a Torino,
dove collaborò con “L’Unità Cattolica”, e poi a Mode-
RITRATTO: Pietro Balan di Franco De Checchi
na, dove fondò il battagliero “Diritto
Cattolico”. Rientrato a Torino nel
dicembre 1873 per dirigere “L’emporio
popolare”, fece presto ritorno a
Modena, dove poté coltivare la sua
passione per la storia e progettare
la stesura di un’opera grandiosa, la
“Storia d’Italia”, che vide la luce in
sette volumi nel 1893. Nel 1879, intanto,
iniziò a pubblicare un’altra
sua importante opera, la “Storia della
Chiesa Cattolica in continuazione
del Rohrbacher”, che narrava in tre
volumi le vicende del pontificato di
Pio IX. Nello stesso anno Leone XIII
gli affidò l’incarico di Sottoarchivista
pontificio, carica alla quale rinunciò
nel 1883 per stabilirsi nel romitaggio
bolognese di Pragatto, dove si ritirò
lontano dai clamori per condurre a
termine l’imponente “Storia d’Italia”.
Pietro Balan si spense dopo una
breve malattia il 17 febbraio 1893 a
Crespellano (BO), lasciando in eredità
al Seminario padovano la sua
ricchissima biblioteca.
