Fotografia e archeologi: Polesella
di Enrico Maragno
Recenti indagini archeologiche di superficie eseguite dal GAV di Villadose hanno portato ad individuare numerosi siti archeologici di età romana nel territorio di Polesella. La sezione di Ricerca Archeologia di Superficie coordinata dal dr. Alessandro Grigato opera in medio Polesine da 20 anni ed ha finora segnalato quasi 800 siti archeologici su una superficie di 200 kmq esplorati metodicamente. Recentemente controllando una scolina profonda circa un metro che taglia uno di questi insediamenti, Giorgio Demetri ha individuato alla profondità di circa 60 cm una porzione di pavimento in mosaico di circa 30×40 cm che sporgeva sul lato della stessa. Il sito archeologico in oggetto era già noto per la ricchezza dei materiali raccolti in superficie (tessere di mosaico, frammenti di intonaci dipinti, frammenti di marmi pregiati) che facevano pensare ad una villa di grande lusso, che i soci del GAV avevano denominato la villa dei Marmi per la quantità di lastre di marmo raccolte in superficie. Eseguita la segnalazione alla Soprintendenza archeologica e con il permesso del proprietario Paolo Checchinato, è stato eseguito un saggio di scavo sotto la direzione della dr.ssa Simonetta Bonomi. Si voleva verificare se il pavimento visto sul bordo della scolina si estendeva anche alla restante parte del sito. Con soddisfazione abbiamo potuto verificare che il pavimento si estendeva per molti metri quadrati essendosi salvato per pochi centimetri dalla lama dell’aratro. Purtroppo era danneggiato dalle punte del ripuntatore che qua e là intaccavano il mosaico. E’ stato messo in luce una sezione di pavimento che una bella decorazione a cordone intrecciato con tessere bianche, nere e rosse, attribuibile al II-III secolo d.C. e inoltre una porzione di pavimento in cocciopesto. Fatti i rilievi del caso ed eseguite le fotografie per documentare il ritrovamento sicuramente raro in Polesine, il pavimento è stato interrato. Durante lo scavo abbiamo avuto la visita del sindaco di Polesella e dell’assessore alla cultura Daniele Milan. Sarebbe indispensabile, vista la ricchezza della villa romana, portare alla luce questo tesoro sepolto nelle campagne di Polesella per arricchire il patrimonio storico archeologico della nostra regione, ma è necessario un adeguato finanziamento, che per il momento sia il Comune che la Soprintendenza archeologica hanno difficoltà a reperire.

