EDITORIALE
Alcuni artisti sono convinti che nel campo dell’arte sia indiscusso il primato della pittura adducendo motivazioni varie non ultima la preziosità del lavoro e dei materiali. Ritengono la fotografia un’arte minore o, addirittura, un mera realizzazione tecnica e categoricamente non artistica. I dibattiti sul tema sono stati innumerevoli, anche tra persone culturalmente ben preparate, ma c’è ancora chi la pensa in modo riduttivo verso la “nona musa”. Ritengo che la tecnica per arrivare alla realizzazione di un prodotto artistico sia importante, ma certamente non determinante per la classificazione tra opera d’arte o manufatto artigianale. Pertanto un’espressione artistica può essere un affresco, una statua, ma anche una fotografia o una poesia. Misurare il valore dell’opera da solo costo in materiali e lavoro è estremamente sterile e fuorviante.
Al di là delle disquisizioni sull’artisticità della fotografia e dei diversi pareri, pensiamo sia da ribadire un grosso primato della fotografia: la veridicità storica. Chi, calcando la mano, ha cercato di riprodurre il reale, era/è ignorante o in malafede. Però considerare la fotografia come forma espressiva che maggiormente rappresenta l’oggettiva realtà riteniamo sia cosa da sostenere.
Le immagini realizzate dall’autore di questo mese sono degli esempi di artgianalità rivolta alla documentazione. Non sono la realtà, ma richiamano cenni di eventi soprattutto sportivi con sicura intenzione di produrre documentazione. Ci sono tra le proposte delle foto artistiche? Troppo impegnativo sostenere una discussione su questo argomento. Certamente rappresentano delle preziose testimonianze di situazioni a noi relativamente vicine e care.
L’aver iniziato a dar alla luce l’archivio di Luciano Pavanello corona anni di impegno in questa direzione da parte dell’associazione Athesis e costituisce una solida base per il museo Terrisaurum (www.foto77.it).

