LUCIANO PAVANELLO
Autore del mese, di Graziano Zanin
“Per sviluppare i negativi FP4 adeguatamente tirà riscaldavo il rivelatore con le
mani, a volte sanguinanti, perché la temperatura era bassa e non avevo la possibilità
di fare diversamente. Non avendo né acqua calda né termometro, mi regolavo
secondo esperienza e riuscivo quindi ad ottenere quanto di cui avevo bisogno”.
Così Luciano Pavanello, con una palpabile partecipazione emotiva mi parla delle
sue vicissitudini per realizzare i servizi per il Resto del Carlino, quotidiano con il
quale collaborava, ma che per normative contrattuali, non poteva più assicurargli
la camera oscura predisposta nel bagno della redazione.
Non potendo fare diversamente s’era abusivamente sistemato nella cella frigo di un
macelleria abbandonata e da qui rispondeva alle chiamate per la documentazione
fotografica della cronaca della città di Rovigo.
Luciano, ora pensionato favarologo settantenne il prossimo 29 gennaio, ha svolto
in particolar modo l'attività di insegnante a partire dall'età di 17 anni (all’assunzione,
1 aprile 1956, c’è stata disattenzione e quando se ne sono accorti i 18 erano
compiuti).
Pur insegnando presso la Scuola Avviamento Industriale con annessa scuola tecnica
di II grado poi I.P.S.I.A fino al 1993 (con orgoglio sottolinea di non aver fatto
neanche un giorno di assenza, nemmeno quando è stato ingessato per 28 giorni)
per diverso tempo ha compensato l’insegnamento con l'impegno di reporter per il
citato giornale. Predisponeva i testi, ma soprattutto per quanto ci riguarda in questo
contesto, la documentazione fotografica facendo i “salti” per essere puntale per
consegnare il fuorisacco al macchinista del treno delle 18,10 diretto a Bologna.
Pur seguendo altri sport e la cronaca cittadina di Rovigo, quello che maggiormente
lo ha coinvolto è stato il rugby.
I “Bersaglieri” li ha visti nascere e il difficile periodo del dopoguerra egli l'ha vissuto
con grande slancio verso questa attività che ha praticato dapprima come giocatore,
poi come cronista ed in seguito anche come padre di giocatori.
Simpatico l’episodio che gli rinnova l’attrezzatura fotografica con apparecchiatura
professionale.
Seguendo giornalisticamente il basket femminile aveva avuto modo di gratificare
dei commercianti arabi che, avendo rapporti commerciali con il presidente della
squadra italiana, avevano regalato un tabellone luminoso.
Il nostro aveva realizzato un articolo per il giornale. Gli Arabi avevano talmente
apprezzato il fatto che, oltre a portare in Kuwait 500 copie del quotidiano, avevano
promesso a Luciano un regalo.
Mantennero la parola: l’omaggio fu nientemeno che una fotocamera Canon AE1
con normale e telezoom 80-200 con la quale in seguito realizzò la maggior parte dei
suoi reportages fotografici, dopo aver messo nel cassetto la sua Fed 2, “Leica” russa
del 1943 e la Bencini Comet 2.
Quasi abbandonata del tutto la fotografia con l’avvento del colore, ha riversato le
sue energie nel coro “Pasubio” apportando il suo contributo di basso dal 1971 al
2006, quando con la sobrietà, la signorilità e l’intelligenza che lo contraddistingue
ha deciso di lasciar posto ai giovani.
Un’occupazione che lo ha coinvolto fin da giovane e che tuttora coltiva con
passione è la favarologia, neologismo che sta per lavorazione tipiche del fabbro
ma con un supporto culturale ed artistico di spessore.
Particolarmente leggiadre le sue creature in rame che sembrano alleggerire il
peso specifico del metallo come è stato sancito durante la presentazione di una
recente mostra di sue opere a Boara Pisani.
Con il consistente lavoro di recupero della sua produzione degli anni settanta è
comunque la fotografia che torna alla ribalda per celebrare degnamente il suo
talento. Nel corso degli ultimi anni sono stati catalogati migliaia di fotogrammi
riguardanti il rugby, scansiti ed in parte restaurati sono ora ospitati nell’archivio
fotografico Terrisaurum - foto77.it - ags-edizioni.it - athesis-news.it che sarà gestito
dall’Associazione Culturale Athesis e dalla nostra rivista.
La mostra con oltre 70 fotografie proposta presso la sala della Gran Guardia di
Rovigo dall’Associazione Culturale Athesis e dall’associazione Felci d’oro Rovigo
con il determinante contributo dell’ASM SET Rovigo, la collaborazione di
AthesisNews.it e con i patrocini Comune di Rovigo Assessorato Commercio e
Turismo - 526a Fiera d’Ottobre costituisce la prima uscita per valorizzare il citato
archivio.
Seguiranno altre esposizioni a Concadirame-Rovigo, a Boara Pisani e Stanghella
in provincia di Padova.



