Pierluigi Rizzato
di Gustavo Millozzi
Se affermiamo che Pierluigi Rizzato
è un cacciatore mancato siamo certi
che lui non ci approverà ma, se consideriamo
l’approccio che ha con gli
animali che fotografa, possiamo aver
conferma che tante sue prerogative
sono quelle che deve possedere un
bravo cacciatore.
Innanzi tutto la pazienza con la quale egli
attende la sua “preda”, poi la perfezione
con la quale la “punta” attendendo il
momento giusto per “colpirla” usando
nella maniera più appropriata e con la
capacità che lo contraddistingue la sua
“arma”, la macchina fotografica.
Ma se pensiamo che il fotografo viene
spesso definito “cacciatore di immagini”
allora ancor più ci convinciamo che
questa similitudine proprio si adatti al
nostro Autore.
La fotografia di animali allo stato selvaggio
risale all’ultimo quarto del 1800 – le opere
dei pionieri quali Schilling e gli sposi Johnson
destano sempre la nostra ammirazione
– e dobbiamo constatare che è stata
fin dal suo inizio legata ad una fissità che
è durata circa cinquant’anni, praticamente
sino all’avvento del piccolo formato e
quindi ai progressi in materia d’obiettivi, di
superfici sensibili,di emulsioni. Tant’è vero
che i progressi dell’ottica, della fisica, della
chimica ed oggi del digitale hanno condizionato
l’evoluzione estetica del mezzo
fotografico e delle sue applicazioni.
Dobbiamo però anche rilevare che - diversamente
da quanto è avvenuto per il reportage
- malgrado tutti i perfezionamenti
tecnici - la foto d’animali molto spesso
è rimasta legata a convenzioni espressive
ed estetiche tradizionali, conservatrici
(anche se oggi tale specialità ha preso notevole
slancio grazie al suo accresciuto numero di
appassionati, favorito dalla facilità di spostamenti
da una parte all’altra del globo) sì
da darci una documentazione quasi di uso
scientifico o didattico.
Ciò non si rileva in ogni caso nelle immagini
di Pierluigi Rizzato, sempre vive e sorprendenti
nella loro immediatezza e forza che denunciano
il suo amore non solo per gli animali,
ma anche per le terre che li ospitano, sì
da darci sensazione che la fotografia sia solo
per lui una scusa per immergersi e fondersi
in quel mondo che, lo percepiamo, sente veramente
suo.
Siamo fotografi ma dobbiamo, oltre che apprezzare
belle e buone immagini, ricordarci
oggi – ed ancor più in futuro – che abbiamo
bisogno della natura, non soltanto dal punto
di vista estetico ed economico, ma come
contrapposizione e compensazione al modo
d’esistenza artificiale del nostro mondo ipercivilizzato.
Per questo dobbiamo ringraziare chi, oltre a
farcela sentire ancor viva e presente, riesce,
con l’aiuto della fotografia a far emergere
in noi sensazioni che forse senza di essa
non avremmo mai percepito. Ci auguriamo
pertanto che, grazie ad autori come Pierluigi
Rizzato, i nostri ragazzi, i nostri bambini,
possano pure loro percepire tali sensazioni
e conoscere nella sua viva realtà la natura
inviolata, il suo silenzio, la sua aria pura, gli
aspetti meravigliosi del mondo animale, a
volte mite, a volte brutale, ma sempre in ciò
giustificato dalla necessità di sopravvivenza.
Pierluigi Rizzato, padovano, fotografo da oltre 25 anni, si dedica con particolare passione e impegno alla fotografia naturalistica.
Ha pubblicato sue immagini in molte riviste italiane ed estere tra le quali “Oasis”, “Asferico” e “Il Messaggero dei Ragazzi” e in diversi
libri, tra i quali due guide turistiche di parchi della Tanzania. Sue foto sono presenti nei cataloghi 2006 dei prodotti Canon. “Tutti
Fotografi” gli ha dedicato un articolo dal titolo “La natura di Rizzato” nel numero di luglio-agosto 2006.
Collabora con ditte specializzate che curano la pubblicazione in tutto il mondo di calendari, cartoline e manifesti.
E’ uno dei componenti del gruppo che nel 2001 ha portato l’Italia alla vittoria della Coppa del Mondo FIAP Natura, svoltosi in Sud
Africa ottenendo personalmente il riconoscimento PSSA. Nell’edizione successiva, svoltasi in Australia nell’anno 2003, dove l’Italia
ha rivinto la Coppa del Mondo FIAP Natura, è Campione del Mondo con il 1° posto assoluto individuale. Nel 2006 rivince in Croazia
e nel 2008 in Spagna per la quarta volta consecutiva la Coppa del Mondo Fiap Natura. Nel 2004 e nel 2007 ha vinto il Campionato
Italiano di Fotografia Naturalistica.
Ha vinto concorsi fotografici in Argentina, Australia, Austria, Belgio, Canada, Cina, Croazia, Germania, Gran Bretagna, India, Indonesia,
Olanda, Repubblica di San Marino, Scozia, Singapore, Usa e Vietnam, totalizzando complessivamente oltre 200 premi in ambito
internazionale ed oltre 750 ammissioni internazionali in concorsi Fiap. Nel 2005 ha conseguito il Grand Prix all’Austrian Tierenberg
Super Circuit (1° posto assoluto), a Linz in Austria, il più grande concorso mondiale con oltre 52.000 immagini presentate da fotografi
provenienti da più di 100 nazioni.
Nel 2005 è stato invitato a Lancaster per presentare sue immagini al “Big Day of Photography” tenuto annualmente dalla RPS - Royal
Photographic Society – la più antica associazione fotografica del mondo e la più importante della Gran Bretagna.
Nel 2006 ha ricevuto l’onorificienza Afiap e di lui è stato scritto nella rivista Fotoit: “Probabilmente uno dei più grandi fotonaturalisti
che la nostra Federazione (Fiaf) abbia mai avuto, un nome che tutti giustamente ci invidiano, pochi sono gli autori a livello internazionale
in ambito naturalistico che possono stargli alla pari …”. Nel 2007 è stato invitato al Festival di Foto Natura di Kuusamo in
Finlandia. Il direttore della rivista online “naturaemagazine” , Joannis Schinezos, ha scritto: “ E’ insensato esprimere dei giudizi assoluti
nel campo della fotografia. Oppure, tentare improbabili paragoni. Ad esempio, chi è il miglior fotografo naturalista europeo? Impossibile
la risposta, se non indicare almeno una decina di nomi per ogni singolo campo d’applicazione, dal paesaggio agli animali, dalla
ripresa ravvicinata a quella subacquea. Un po’ più facile il compito nel caso si parli di un campo di ripresa ben specifico, nel nostro
caso quello della fauna africana. Tra i fotografi italiani che si sono occupati con una certa costanza di quest’ultima, Pierluigi Rizzato
detiene un posto d’eccezione. E’ mia opinione personale che la qualità del suo lavoro è paritaria - se non superiore - a quella dei più
conosciuti fotografi europei, americani o giapponesi che hanno come terreno preferenziale di ripresa il continente africano. Le sue
sono immagini forti, dense di carica emotiva, in cui emerge costantemente la lotta disperata per la sopravvivenza. In altre parole,
l’essenza di quello straordinario mosaico di vita naturale che è l’Africa “.
Ha pubblicato un libro fotografico dal titolo “Nel regno degli animali – dall’Alaska al Serengeti” con la prefazione di Giorgio Celli.
Ha esposto in mostre personali a Padova, Rovigno (Croazia), Garda, Kuusamo (Finlandia), Bassano del Grappa.
Ha un sito internet: http://www.pierluigirizzato.com



