Antonio Minnelli
di Franco De Checchi
Antonio Minelli vide i suoi natali a Rovigo
nel 1798 e fin da ragazzo iniziò a manifestare
la propria naturale inclinazione per l’arte
della stampa, facendosi assumere all’età
di appena dieci anni alle dipendenze della
tipografia Miazzi, attiva in città da oltre un
secolo; impiego che gli consentì di dedicarsi
allo studio e alla creazione di nuovi caratteri
nei brevi ritagli di tempo tra un’occupazione
e l’altra.
Una quindicina d’anni più tardi passò a
servizio del tipografo rodigino Andreolla,
presso il quale dimostrò a pieno le sue qualità
arrivando rapidamente ad assumere la
direzione della stamperia, fino a rilervarne
la proprietà nel 1835.
Nel frattempo Antonio aveva impalmato
Luisa Kiriaki (1826), una raffinata poetessa
d’origine greca ben introdotta nel mondo
culturale ed accademico locale, ma anche
sua preziosa collaboratrice nella cura
dei disegni e nella revisione dei testi, ed
intermediaria privilegiata per lo sviluppo
di contatti e relazioni con alcuni autori
dell’epoca, come l’Aleardi e il Giordani, al
fine di conseguire l’edizione esclusiva delle
loro opere.
Nel 1837 Antonio trasferì il proprio stabilimento
in contrada Ss. Trinità (attuale via
Mazzini), installando macchine e torchi
modernissimi, nuovi repertori di caratteri
ed ornamenti e i pettini meccanici da lui
inventati per la rapida ed agevole stampa
di qualsiasi dimensione di rigatura: musicale,
scolastica, ministeriale.
Nel 1844 la tipografia Minelli comprendeva
una ventina di macchine e contava 32
dipendenti specializzati, annoverando un
portafoglio commerciale denso di ditte nazionali
ed estere.
All’attività squisitamente artigianale Minelli
affiancò quella editoriale e commerciale,
aprendo nel 1847 in piazza Maggiore a Rovigo
un negozio per la vendita di libri, incisioni,
litografie e carte d’ogni specie, nel
cui magazzino era ospitato anche il deposito
provinciale di tutti i testi scolastici, dei
quali era il dispensiere ufficiale.
L’anno successivo arricchì il già vasto ambito
dei suoi interessi con l’apertura di un
bagno pubblico con annesso caffé.
Nel 1851 Antonio trasferì lo stabilimento tipografico
in contrada S. Rocco (attuale via
Angeli), presso porta S. Giovanni, dove una
lapide di marmo ricorda oggi la sede della
vecchia stamperia.
Inizialmente l’attività della tipografia fu riservata
soprattutto alla stampa di manifesti,
materiale per uffici e avvisi, e solo in un
secondo tempo si rivolse alla pubblicazione
di opuscoli, libretti, testi scolastici ed educativi,
discorsi, libri di stenografia, didattica,
grammatica, educazione, istruzione
religiosa, divulgazione scientifica, matematica,
storia, pedagogia ed anche periodici
come “La voce del Polesine” e “Il Corriere
del Polesine”. Nel corso della sua lunga
attività Minelli collezionò premi, medaglie
d’oro, titoli onorifici ed
importanti apprezzamenti
e riconoscimenti
in patria e all’estero.
La morte della moglie
Luisa, avvenuta nel 1867,
segnò profondamente
Antonio che qualche
anno più tardi cedette
la tipografia ad uno
dei quattro figli, Tullio
(1848-1904), avvocato
con spiccati interessi in
campo politico e nei settori
dell’istruzione popolare
e della questione
operaia.
Antonio Minelli morì a
Rovigo nel 1883, mentre
l’attività della stamperia
proseguì tra alti e bassi
fino al 1899, anno in cui
ne fu decretato il fallimento
e l’acquisizione
da parte della Banca Popolare
Cooperativa, che
ne procrastinò le funzioni
fino alla definitiva
cessazione nel 1901.
