Il papavero
di Rosetta Menarello
Sfera perfetta. Lucida e nera. Minuscolo universo
di trame genetiche. Ereditate e trasmesse
nell’invisibile e silenzioso scorrere del tempo.
Era un seme di papavero che racchiudeva
intrecci di vite passate, di colori mescolati e
ricercati, di sfumature appena abbozzate che
emergono da proibiti abbracci di cellule vitali.
Rotolato dalla fessura di un ovario spaccato
con una sciabolata del vento, il seme aveva
fatto un breve volo e poi si era trovato in totale
solitudine tra due pareti durissime, cementate
nella rifinitura di un muretto.
- Voglio uscire! - Gridò con la voce mai udita
e sconosciuta dei vegetali.
- Voglio avere qualcuno vicino! -
Non ebbe risposta. Udì solo un lievissimo fruscio.
Tentò di sporgersi per uscire da quella
scomoda sistemazione con poco successo.
Dalla parete aperta del suo rifugio osservò la
luce. Doveva essere quasi sera perché il cielo
si era fatto ormai di un celeste intenso striato
di violetto.
La tristezza dell’iniziale solitudine lo abbandonò
e al suo posto arrivò uno strano senso
di tranquillità che lo condusse al sonno.
Era la notte ad abbracciarlo. Quella che fruga
nei cuori di chi è solo. Rovistando tra le paure
e le incertezze, accarezzandole con dolcezza
materna, modellando le fattezze dei sogni.
Dormì quella minuscola sfera lucida e nera.
Dormì finché una liquida, fresca carezza lo
riportò alla realtà.
Sentiva la sua sferica rigidità dilatarsi in una
specie di canto che veniva dalle sue fibre più
segrete.
Quella sua concentrata durezza divenne un
respiro; per respirare dovette aggrapparsi e
scoprì di avere radici affondate in una briciola
di terra. Respirò ancora, ancora, ancora…
Così ebbe uno stelo, un filamento proteso
fuori dalla fessura stretta e buia.
Allora sentì il coraggio di guardare in alto
dove il sole gridava con l’oro della sua voce e
volle rispondergli.
Così anche lui gridò e il suo grido divenne
colore.
La nera, minuscola sfera aveva realizzato il
mistero di un progetto vitale: era un papavero
che già danzava col vento il suo rosso
flamenco estivo.
