Lungo il fiume
di Rosetta Menarello
A quasi novant’anni sembra che il tempo si dilati allungando la sua durata e respiri lentamente, per non consumarsi. Le giornate sono interminabili, soprattutto d’inverno quando il buio arriva presto.
- Buon compleanno, nonno! - Cinguettò Martina con una vocetta rosea tempestata di brevi acuti dal tono pungente ma gradevole.
Seduto sulla sua poltrona, a due passi dal televisore, Ettore fu travolto dalla felicità cristallina della piccola pronipote che gli posò sulle ginocchia un pacco infiocchettato.
L’emozione lo travolse come una piena e si trasformò in alcune lacrime che gli piovvero tra le mani mentre lacerava la carta.
Dalla foto di copertina lo riconobbe subito, anche se la vista ormai lo tradiva.
Era il suo fiume, Il Po. Quello che aveva lasciato adolescente per venire a Milano in cerca di fortuna. Allora la forza non gli mancava e con quelle braccia, che adesso erano scosse da secchi tremolii, aveva costruito la sua vita.
Era nato proprio lungo le rive che guardavano il corso Grande Fiume, al riparo di nebbie che si posano come veli protettivi sulle piante e sulle case. Sfogliò quelle pagine con una sorta di attesa nel cuore, come chi si avventura in un luogo a lungo sognato.
Avvertì un senso di un senso di religioso rispetto verso quelle golene cristallizzate da ricami di brina e vigilate dalle sagome spoglie dei pioppi, nere colonne di silenziose cattedrali.
Erano inverni dalla fame che attanagliava uomini e animali in un comune destino naturale e si mutava in allegria innocente con l’arrivo dei fiori che da quelle immagini lo conducevano in un immaginario viaggio terracqueo fino al delta. Le pagine mostravano foto che avevano il potere di annullare il tempo mutandolo in presente.
Ettore risentì il profumo resinoso del vento che dalle lagune risaliva il fiume per venire ad accoccolarsi fra le stoppie in autunno o accostava l’orecchio sulle zolle nere dei campi.
Martina gli si avvicinò: - Ti piacciono le foto? Ho scelto io questo libro! Mi piace tanto quando racconti le storie del fiume. Qui ci sono tutte! Secondo me questo è un libro di storie perché le foto sono storie! -
- Hai ragione, è stupendo! - Sfogliarono ancora quelle pagine e si fermarono a costruire fiabe.
… Il sole appena levato alitava l’arancione
lieve della sua luce sulla laguna
mentre una barca aspettava sbadigliando
il suo pescatore. Sullo sfondo
le sagome nere delle “cavane” allungavano
le braccia sottili per il dondolio
gocciolante dei bilancini.
Gabbiani dalla voce stridula tagliavano
l’aria immobile…
- Che bello nonno, ancora! - Volta la carta e trovi la meraviglia piumata dei fenicotteri venuti a rendere omaggio a questo piccolo paradiso figlio dell’amore infinito fra il fiume e il suo mare.
Il Delta è in realtà il figlio di questo abbraccio, di questo sposalizio d’acqua e terra dove gli uccelli diventano aquiloni per giochi nella trasparenza del cielo…


