Athesis News IT
Fotografia e… tra Padova e Rovigo ~ Anno IV n.10 ~ Ottobre 2011

La miseria viene in barca

di Luigi Rossi

 Archivio Athesis - Polesella (RO), Ponte di barche per Claudio Saccenti «El primo pontiere fu mio padre, poi toccò a me. La jera n’a opera d’arte, paròn.
On ponte de 40 barche in zemento e 8 de legno, par ‘na longheza de 298 metri e ‘na largheza de 5. Dal 1913 mio padre ne fu ‘l custode de zorno e notte. Noi apriamo i varchi per barche e barconi. Noi ne garantiamo la transitabilità. Molti hanno scelto di passare sul ponte di ferro di Pontelagoscuro. Però, qui, c’è sempre un bel traffico: pedoni biciclette carretti moto camioncini… Il lavoro non manca. Vedete quel tronco? L’ho portato a riva ‘sta mattina. E l’inverno passato? Con quei lastroni de giazzo! Tra Ro e Polesella voi trovate non un ponte, ma la passerella su un fiume tra i più selvatici. Guardate le acque, sembrano chete. Ci vuol poco che sconquassino borghi e campi, portando morte e dolore. Il pesce? Ottimo. Andate dalla pescivendola Ciolina. Avrete le migliori anguille…»
Il pontiere incassò il pedaggio e portai la vecchia Topolino di mio padre sull’argine di Polesella. Accompagnavo il Giorgio, che aveva appena terminato di tradurre Il postino suona sempre due volte di James Mallahan Cain, a Santa Maura per fare delle fotografie che gli sarebbero servite per un articolo sulla gente del fiume.
Io me ne ritornai al ponte: ci tenevo a parlare con quel pontiere, ciarliero e simpatico.
Parcheggiai sull’argine e quello mi vide e riconobbe. Alzò un braccio e mi fece segno di andare da lui. Probabilmente urlò qualcosa che non compresi. Mi portai alla bocca della struttura galleggiante e mi avvicinai all’uomo.
«Vegnì, vegnì…» diseva sorridente.
«Mi aspettava?»
«Sì e no. Zente come voi, lo so, la zerca storie strambe…»
«Può darsi…», devo aver detto.
E il pontonaio, fissandomi, iniziò a raccontare. «Voi mi ricordate on altro signore. Sarà stato il 1936. O il 1937. Fine estate. Ottobre, forse. In ogni caso una giornata splendida. Quel tipo proveniva da Ro. Avanzava lentissimo sul ponte, aiutandosi con un bastone. L’età? Indefinibile. Sicuramente sotto i cinquanta. Non guardava in avanti, ma il fiume che scivolava tra i barconi.
Di tanto in tanto si fermava, avvicinandosi al parapetto, puntando i grandi occhi scintillanti, sgranati dietro gli occhiali da vista, sull’acqua. La scrutava, la frugava come stesse cercando qualcosa. Un tesoro di diamanti e perle e gioielli, forse. Magari anime de zente libera, franca e a modo suo onesta.
Il capo eretto, i capelli smossi, l’ampia giacca aperta. I pantaloni, troppo larghi, si gonfiavano per le folate di vento. Una figura bizzarra, pensai. Il fiume lo attirava. L’acqua grigia. Le anatre e i gabbiani che vi volteggiavano. Le rive dense di verde. Poi, quello strano personaggio riprese a camminare sul ponte, diretto verso la sponda di Polesella.
Lentamente, quasi misurasse la consistenza delle assi o gustasse il dondolio di questa costruzione sempre in movimento. Si fermò ancora un paio di volte e scrutò con attenzione anche dalla parte che mena al mare.
Squadrò la riva di Polesella e con il bastone da passeggio indicò alcuni punti. Passò in moto il Santino e si fermò. E quello chi è?, mi chiese. Alzai le spalle E Santino ripartì scuotendo la testa.
Forse disse: On altro mato! Quel soggetto, intanto, m’era arrivato a due passi. Da una vecchia tabacchiera estrasse due sigarette fatte a mano. Me ne offrì una, ma gli dissi che non fumavo. Con un fiammifero, evitando che il vento ne spegnesse la fiammella, accese la sua. Ne aspirò il fumo in silenzio. Era felice come il Creatore quando s’accorse che l’opera era compiuta» Il pontiere sguardò l’acqua grigerognola del fiume.
Archivio Athesis - Polesella (RO), Ponte di barche Dopo una pausa riprese: «Lo sapete che la fame arriva in barca?, mi chiese quel tipo. Io continuavo a guardarlo. E lui, con il suo accento bolognese: arriva in barca, di sicuro. Accosta e mette piede a terra.
Passo dopo passo penetra nei paesi, nei borguzzi, nei casoni e nei mulini. La fame è un esercito invisibile. Oppure un vagabondo o uno straniero o un pirata. Qualcuno la disegna come la morte. E quando inizi a mangiare fame, allora sai che è la fine»
Il pontiere fece un’altra pausa.
«Ne passano di soggetti, de qua», riprese.
«Chi era?» gli chiesi.
«Chi lo sa. Uno che scrive, forse. Uno uscito dal ricovero. Chi sa chi siete voi. Dove andate. Da dove venite. Eppure quel signore disse una grande verità: che la fame, da noi, arriva in barca. Dio ti salvi quando viene quella bestia», concluse il pontonaio, preparandosi a riscuotere il pedaggio d’una rombante Airone 250 Guzzi, scampata alla guerra e proveniente dall’argine ferrarese.
«Arrivederci», lo salutai riavviandomi verso Polesella.
Ma il pontiere non mi rispose, rapito com’era dal tuonare dei cilindri della motocicletta.

testimonianza raccolta da Luigi Rossi

IN USCITA
Passione ITALIA
Appuntamenti
Sommario di Ottobre

FIAF
Federazione Italiana
Associazioni Fotografiche

2011
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic
2010
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic
2009
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic
2008
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic


_

Patrocini
Athesis
CircoloCulturale
ArtiGrafiche
turismo&cultura
Centuriazione
Gruppo
Autori Polesani
CSV Padova
Provincia di Rovigo
Comune di Rovigo
Comune di
Boara Pisani
Comune di
Stanghella