Restauro, che passione!
di Rosetta Menarello
Figlio della terra, della luce, dell’aria,
il legno è il materiale prediletto da Andrea
Muraro che lo ha eletto elemento
elemento fondamentale ed insostituibile
nel lavoro di restauratore.
Il suo laboratorio artigianale alle porte di Monselice è un regno popolato di oggetti lignei dalle fogge più varie che custodiscono storie diverse, provengono da abitazioni a volte sconosciute e sono appartenuti alle persone più svariate. Andrea si scusa sorridendo per il “disordine” di tanto materiale che, così immobile, sembra assorto a ripensare al proprio passato ed aspetta che qualcuno lo riporti al presente.. È il lavoro del restauratore a realizzare questo “ritorno” alla vita di oggetti segnati dal trascorrere del tempo. Nelle mani di questo artigiano sono passati molti pezzi dalle forme più semplici a quelle più impegnative come la “cupola delle rocce” in Israele su incarico dell’Istituto Veneto del Restauro.
Andrea Muraro è davvero innamorato di questo lavoro e vi si immerge con una passione che si legge nella mobilissima espressività del viso e nei gesti delle mani che si muovono sicure ed agili sugli oggetti che lo circondano. La sua conoscenza tecnica e la su abilità operativa si sono formate ed affinate dal 1944 presso la scuola professionale ENAIP che ha la specifica finalità di preparare gli artigiani in diversi ambiti di attività.
È questo un aspetto importantissimo nella rivalutazione di un settore lavorativo insostituibile come quello manuale, tramandato da tradizioni antiche che non può essere relegato nelle silenziose atmosfere dei laboratori ma deve riappropriarsi della dignità che il tempo e la storia gli hanno conferito. Lo sguardo di Andrea Muraro si accende parlando di questo aspetto del suo lavoro che diventa arte e con delicatezza percorre il manto di una bella Madonnina che ha recentemente riportato al primitivo splendore.
Salvata da una probabile rovina la statua, grazie alla generosità delle famiglie Bazzan, Scodeggio e Zanin, originarie della località, andrà presto a dimora nel Capitello di via Vallazza. Il saccello, dedicato alla Madonna, è stato recentemente restaurato con la preziosa collaborazione di persone ed associazioni sensibili su interessamento della Scuola di Boara Pisani e dell’Associazione Culturale Athesis.
L’intervento di Muraro è stato effettuato con precisione e delicatezza nel rispetto delle regole assegnate ad un vero restauratore che deve ricostruire in osservanza delle caratteristiche preesistenti nel pezzo affidatogli.
Il Capitello della Vallazza a Boara Pisani è ora il luogo benedetto che ha accolto per tanti anni le suppliche semplici di tante persone che nel materno sguardo della Vergine hanno un punto di riferimento, un approdo per sentirsi al sicuro dalle bufere della vita. Andrea Muraro dona gli ultimi ritocchi alla statua e con un sorriso dichiara concluso il suo lavoro.
Fra qualche giorno sarà in Israele a “ridare splendore” agli arabeschi di una cupola ispirati alla fantasiosa espressione dell’arte orientale gravemente offesi dal tempo. Un lavoro impegnativo con colleghi di altre nazionalità che con lui condivideranno la comune abilità manuale capace di condurre il passato nel presente facendo in modo che il tempo sia lo scenario vitale del percorso umano.
