L'AUTORE DEL MESE: GIORGIO GRASSELLI
di Gustavo Millozzi
Non è stato facile per molti fotografi (e per altri
è stato proprio traumatico) accettare il digitale,
specie per i non più giovani che hanno dovuto
imparare ad usare il computer ed i programmi
dedicati all’immagine.
Alcuni, come estremo, non hanno voluto tradire
la pellicola e le loro macchine fotografiche analogiche
e, come Gianni Berengo Gardin, si sono
rifiutati decisamente di avvicinarsi alla nuova
tecnica.
Giorgio Grasselli, che già conoscevamo ottimo fotografo sia nel bianco e nero e nel colore, sia nelle diapositive con i quali in Italia ed all’estero aveva ottenuto numerosi premi nei concorsi fotografici ove era quasi sempre presente (basti andare a rivedere gli annuari della FIAF), si è subito, con coraggio, adeguato: ha sì con un certo rimpianto messo da parte la sua Hasselblad e le sue 24×36 analogiche e, preso possesso delle necessarie cognizioni, munitosi di una buona macchina fotografica digitale, e di altrettanti buoni scanner e stampante, si è presentato sulla scena della fotografia amatoriale confermando anche nel digitale le sue capacità e continuando a mietere successi.
Ha voluto riprendere i suoi classici temi talvolta riproponendo alcune sue vecchie immagini che – è il caso di dirlo – sono state spesso migliorate grazie una accurata scansione e un’ottima stampa digitale (che, come già faceva per il bianco e nero analogico, esegue personalmente), ma soprattutto scattando nuove fotografie: ci ha nuovamente proposto la poesia dei suoi ritratti, delle figure ambientate, dei suoi delicati paesaggi, sempre in un cromatismo mai violento ma accattivante con colori spesso pastello e soffusi di un profondo e delicato senso intimistico, anche quando si cimenta in creazioni ove gioca con inserimenti e variazioni compositiva e l’effetto che ne deriva è quello di immergere il sogno nella vita, più che la vita nel sogno.
Sono immagini che non ci stanchiamo mai di osservare e che entrano nel nostro mondo interiore e vi rimangono come lampi di luce che ci illuminano la vita di ogni giorno, tanto che - o per motivi di persistenza retinica o di sogni che ci portiamo dentro - le possiamo vedere, a occhi chiusi, anche a distanza di tempo, sullo schermo dell’immaginazione, come un piacevole ricordo che ti aspetta silenzioso, nitido nella memoria. Ci auguriamo pertanto che Giorgio Grasselli continui ancora per tanti anni a proporci il prodotto della sua arte portando, ne siamo certi, un ulteriore godimento al nostro occhio ed al nostro spirito.
Giorgio Grasselli è nato nel 1933 a Padova,
dove vive e lavora come avvocato.
Fin da ragazzo ha manifestato un’accesa
passione per la fotografia (il suo papiro di
laurea lo ritrae con la macchina fotografica
al collo), ma è dal 1972 che ha avuto inizio la
sua carriera di vero e proprio fotoamatore,
con l’iscrizione al Fotoclub Padova.
Ha partecipato a moltissimi concorsi, sia nazionali
che internazionali, riscuotendo notevoli
successi sia con fotografie in bianco e
nero (delle quali curava anche la stampa) sia
con stampe e diapositive a colori. Successi
che gli sono valsi l’ambita onorificenza internazionale
di AFIAP. (Artiste de la Fédération
Internationale de l’art Photographique).
Più di 200 sue fotografie sono state pubblicate
in cataloghi e riviste che hanno fatto il
giro del mondo.
I temi preferiti sono le persone, riprese nella
vita di ogni giorno, e soprattutto nel loro
ambiente.
Molti, quindi, i ritratti, anche se non manca
qualche romantico paesaggio.
Con l’avvento del digitale, l’autore - ed anche
qui la realizzazione delle sue immagini
viene seguita sino alla stampa finale - si è
dedicato anche ad una fotografia “costruita”
con elementi tratti da altre sue opere, onde
esprimere meglio la propria personalità avvalendosi
delle possibilità creative offerte
dalla moderna tecnologia.
Da alcuni anni è socio attivo del Gruppo
Fotografico “Antenore”.






