LUISA CONTARELLO
di Gustavo Millozzi
Non posso dire quando ho conosciuto
Luisa Contarello perché sono
passati tanti anni, ma a me sembra
di averla sempre conosciuta avendo
seguito ed apprezzato nel passare del
tempo i suoi lavori iniziando dai primi
totalmente fotografici (i sensualissimi
fiori che mi avevano preso con
la loro calda atmosfera). Ricordo che
in tale occasione rimasi così colpito
e positivamente confuso sì che feci
una “gaffe” tremenda dicendole che
le sue foto erano così belle tanto da
non sembrare fatte da una donna (e
così mi comportai – pur non essendolo
affatto – da vero maschilista).
Ho quindi poi seguito man mano,
con vero interesse e compiacimento,
il tragitto che Luisa aveva intrapreso
addentrandosi nel campo del paesaggio
e contemporaneamente col
cimentarsi nell’uso di varie tecniche
e nell’impiego di materiali diversi : un
percorso non facile da seguire visto il
numero e la complessità dei lavori
e la sua continua azione nel seguire
nuove strade con prorompente personalità
specie nelle opere compositive.
Le sue composizioni infatti, a volte di
una semplicità estrema, a volte con
una gran complessità di forme e colori,
mi hanno sempre dato conferma
che il mezzo con il quale Luisa Contarello
fissa le immagini – sia la macchina
fotografica, sia la videocamera, sia
lo scanner – non sono solamente un
allargamento del suo vedere con gli
occhi, ma piuttosto del suo cervello.
Lei vede più lontano, più vicino, più
lentamente o più velocemente, più
incisivamente dell’occhio. Percepisce
la luce invisibile, vede il passato, il
presente ed il futuro. Invece di riprodurre
unicamente degli oggetti visibili
e reali con i mezzi da lei impiegati dà
la possibilità alla mia vista di percepire
il fantastico, l’irreale e l’invisibile.
Anche oggi, dopo ogni sua nuova creazione, resto sempre in attesa di vedere con cosa mi affascinerà la volta dopo, ma con la certezza che la sua prossima proposta non potrà che confermarmi la sincera vena poetica con la quale mi conduce ogni volta in un nuovo irreale mondo o nel particolare suo mondo di ricordi ed emozioni.
Note autobiografiche
Sono nata l’8 gennaio in Italia, a Padova dove mi sono laureata in greco antico con una tesi sulla figura di Ulisse e ho praticato fin dal 1969 parole e immagini. Toccare con gli occhi, girovagare con i sensi, fermarmi con la mente: fra l’andare e lo stare, i miei lavori vogliono raccontare momenti quotidiani di vita fuori dalla corsa del tempo, piccole esperienze e impreviste emozioni. Le tecniche che prediligo (scanografia, fotografia con qualsiasi mezzo, tubi di prolunga, frames estratti dalla telecamera, lavoro in camera chiara) tendono a sondare lo spazio fra ciò che è artificiale e ciò che è reale nella felice presunzione che, aperta a tempi e spazi, attraverso processi di clonazione, impasto, moltiplicazione, l’immaginazione digitale può produrre frammenti di mondi di frontiera.
Negli ultimi anni ho presentato i miei lavori di
scanografia, fotografia, video in spazi pubblici
e privati in Italia (Padova, Vicenza, Venezia,
Milano, Firenze, Napoli..), Ungheria (Pécs),
Brasile (João Pessoa), Stati uniti (Montclair,
NJ) e ho lavorato temporaneamente come
pubblicitaria a cataloghi e showroom di arredamento
per la casa.
Al momento miei lavori fotografici e montaggi
digitali sono esposti a Firenze (‘Meridianet’,
Borgo San frediano 5R), a Montclair, USA, NJ
(‘Giotto Restaurant’ e ‘Maison Gallery’) nonché
in gallerie virtuali quali
http://www.villadeimiti.it/PagineSito/Archives_14Contarello.htm
http://www.antoniomanta.com/
http://www.liubosisio.com/Pagine/gruppo/immaginiamonuova.htm
http://utenti.lycos.it/photomeeting/
http://www.absolutearts.com/portfolios/l/luisacontarello/
E improvvisamente specchi — (Firenze, Meridianet 2000)
F(l)os — coordinata da Beatrice Autizzi (Sant’urbano, villa Loredan 2001)
Wa ter Cuts— (Firenze Meridianet) (‘2001)
Intimacy, insieme a Costantino Liquori e Paola Rizza—(Firenze, Meridianet 2002)
Action flowers, con Paola Rizza—(Internet Cafè Florence), tuttora in corso.
Le fleuriste artificiel— (www.villadeimiti.it , 2003)
Wires—(associazione ph 2003)
Parole-mondi—(studio dora ‘004)Il fuoco e la forma—Documentazione delle opere e dell’operare di Antonio Liverani, scultore e maestro ceramista, in collaborazione con Paolo Mazzo (La Medusa, Este 2004)
Photographers for passion-photographers for charity —collettiva (fresco art, Milano 2004)
Cut&stick:incontri in camera chiara—con Phil Polglaze (La Luna nuova 2004)
Ozio e negozio—con l’associazione Shuniata (Otium bar, Padova 005)
Be praise to tide— incursione eco-logica ai
Giardini della Biennale, con Silvio De Campo,
Renata Galiazzo e Hiroyuki Anzai (venezia,
2005)
Il respiro e l’aria—(Gourmet, Lucia Pisani,
Padova 2005)
Dal buio e dalla luce: in camera chiara— (Hotel
Castello, vicenza 2005)
Stabile-Instabile— (Padova, Sala della Gran
Guardia, collettiva a cura di Beatrice Autizi,
2006)
PHm: Tutti i gusti meno uno (mostra collettiva
itinerante)
Galleria Italia—(Shangai, Galleria del Gran
Teatro, collettiva a cura di Tantarte, 2006)
A piene mani: Omaggio al Mantegna —
(Gourmet, Lucia Pisani, Padova 2006)
Angels kitchen Confidential—(Giotto Restaurant,
Montclair, NJ, uSA, in corso))
Tra oriente e occidente: Opere in viaggio—(
Sala della Ragione e fornace di Asolo, collettiva
a cura di Tantarte, 2007)
T Art— (Bianca è la notte, a cura di Artelier e
associazione ph, Padova 2007)
Standstill art: la percezione immobile — (Municipio
di Selvazzano 2007)
Angeli e improvvisamente specchi— (www.
villadeimiti.it , 2007)
Trust The Tree—(Civico Natale, a cura di Marco
Monari e Carlo Dal Pino, Padova 2007)
Still&Blur —(Maison Gallery, Montclair NJ
2008)
A L IBRIS— ( all’interno degli eventi Memoria e Desiderio delle donne 1968-2008, Loggiato esterno del Palazzo della Ragione, Padova 2008)




