Quirino De Giorgio
di Franco De Checchi
Quirino De Giorgio nacque a Palmanova
(UD) il 27 dicembre 1907, da Igino e Teresa
Vicentini. Trasferitosi a Padova nel 1919 a
seguito del padre, funzionario delle Ferrovie
dello Stato, iniziò nel 1921 a frequentare
i corsi comuni dell’Istituto d’Arte “Pietro
Selvatico”, interessandosi al dibattito sul
Futurismo e coltivando la passione per la
musica jazz come batterista nel gruppo da
lui fondato. Nel 1925 iniziò a lavorare come
disegnatore meccanico per la fabbricazione
di serramenti in ferro e carpenteria presso
le officine Gatto di Padova. L’anno successivo
entrò con la qualifica di decurione nella
XV Legione “Balilla” di Padova e nello stesso
anno s’iscrisse al liceo scientifico “Marco
Polo” di Venezia, nel quale si diplomò nel
1931, e alla Regia Scuola d’Architettura
in Roma. Nel 1929 interruppe
gli studi nella capitale per trasferirsi
in Francia, dove collaborò alla costruzione
del casinò di Nizza e conobbe
Filippo Tommaso Marinetti,
col quale iniziò un lungo rapporto
d’amicizia. Rientrato a Padova, fu
introdotto dall’architetto Giuseppe
Tombola nel Movimento Italiano
Architettura Razionale (MIAR),
dove venne a contatto con la poetica
del Razionalismo. Insieme con
altri futuristi padovani (Dormal,
Voltolina, Crali, Perissinotto), tra il
1931 e il 1933 presentò progetti e disegni
a diverse rassegne artistiche,
fra le quali la Mostra Universitaria
d’Arte delle Tre Venezie di Treviso e
le mostre d’Arte Futurista di Trieste,
Bologna, Mantova e Napoli.
Nel 1936 De Giorgio, già ufficiale
della Milizia fascista (MVSN) e
comandante della LIII Legione di
stanza ad Albignasego, chiese di
partecipare alle campagne coloniali
in Africa Orientale, ma la sua istanza
fu respinta. Nello stesso anno aderì al gruppo
artistico letterario Savaré di Monselice,
diventando il rappresentante di riferimento
del Futurismo in area veneta. Nel frattempo
De Giorgio aveva scalato le gerarchie del
fascismo padovano assumendo il comando
dell’ufficio storico Stampe e Propaganda e
del Servizio Foto Cinematografico, e il ruolo
d’Ispettore Federale addetto alle case rurali.
In forza di tale incarico, tra il 1937 e il 1940
realizzò numerosi edifici per la Federazione
dei Fasci di Combattimento di Padova ed attuò
alcuni importanti piani urbanistici che
culminarono nella progettazione dei borghi
rurali di Candiana (Littorio) e Vigonza
(Fratelli Grinzato), eseguiti nell’ambito del
programma di risanamento delle campagne
padovane che prevedeva l’abbattimento
di tutti i casoni e la loro sostituzione con
moderne e funzionali case in muratura. Il
nuovo insediamento di Candiana sarà inaugurato
dal duce in persona il 24 settembre
1938 durante la sua visita a Padova. La fine
degli anni Trenta fu un periodo fecondo
nell’opera di De Giorgio, che realizzò anche
i progetti dei gruppi rionali Cappellozza e
Bonservizi (con il monumentale “Teatro dei
Diecimila”) a Padova, e le case del fascio di
Rubano, Pontelongo, Sant’Urbano, Noventa
Padovana e Piazzola sul Brenta. Nel dopoguerra
De Giorgio si dedicò principalmente
all’ideazione e alla ristrutturazione di ville ed
esercizi commerciali (Speak Easy e Boutique
St. George ad Abano) e alla progettazione di
sale cinematografiche, tra le quali l’Altino a
Padova, il Giorgione a Casale di Scodosia,
il San Francisco a Fontaniva e il Las Vegas
a Trebaseleghe, arrivando nel 1959 a conseguire
anche la laurea in Architettura. L’artista
è morto ad Abano Terme il 19 aprile 1997 ed
è sepolto nel cimitero di San Giorgio delle
Pertiche, sua opera rimasta incompiuta.
La foto 1 e' tratta dal libro “Quirino De Giorgio. contributi sull'opera dell'architetto Palmarino”, la foto 2 dal
libro “Un restauro per la conservazione”.
