DE FORME Concetti in progress
di Fausto Raschiatore
Con questo studio l’autore intende stimolare
il fruitore all’osservazione e all’interpretazione,
come esplicitamente dichiarato.
Ma non solo. Enrico Andreotti va
oltre: con la sua indagine fotografica a
forte connotazione concettuale sollecita
il lettore affinché l’esame delle fotografie
contenute in “De Forme” non si limiti
all’aspetto estetico, ma si soffermi sui
contenuti.
Egli si augura che l’analisi coinvolga la
sfera emotiva più intima di ognuno di noi,
quella più personale, che sprigiona pulsioni,
stimoli, impulsi più reconditi. Per mezzo
di quest’analisi approfondita, e tramite
la ragione, è possibile ottenere la sintesi
di una “lettura” introspettiva di significati
profondi, d’istintivi punti di vista, che - in
quanto sentiti e naturali - saranno intrisi
di emotività, paure, passioni. All’autore
piace collezionare interpretazioni, raccogliere
riflessioni.
È uno degli obiettivi dell’indagine: (ri)leggere
le diverse interpretazioni del fruitore.
È una proposta coinvolgente, ma anche un
modo per legittimare un programma, una
ricerca, l’insieme di una serie di previsualizzazioni
progettuali. Non a caso il lavoro
è in progress… È una continua lettura della
società, in tutte le sue angolazioni. “Lo
scopo” dice Enrico Andreotti, “è quello di
realizzare immagini simboliche che possano
suggerire interpretazioni o suscitare
emozioni diverse a seconda di chi le guarda,
per portare il soggetto a uno stato di
lettura più profondo, quindi a una lettura
surreale e anche introspettiva…”. Uno
studio stimolante, dunque, curato nell’organizzazione
compositiva, di taglio logico
nella forma e nei contenuti, costruito con
equilibrio, in un bianco e nero gestito con
armonia tonale e sensibilità narrativa: in
esso è prevalente l’aspetto surreale, così
come è presente quello esistenziale.
Connotazioni che danno visibilità alla
creatività di Andreotti e che dialogano fra
loro, tra realtà e irrealtà, concretezza e
astrattezza, esistente immaginario. Entità
diverse e complesse cariche di significati,
coniugate dall’autore in un gioco misurato
di approdi linguistici studiati in ogni
particolare, nel quadro di una tessitura
iconica di valenza culturale, tra accattivanti
interconnessioni ricche di illusioni
e metafore.
Oggetti e soggetti “vestiti” di una particolare
specificità dell’autore che evocano,
sulla base della collocazione nell’ambito
dell’immagine, interpretazioni di eventi,
fatti e situazioni del nostro tempo.
Dal mensile “FOTOCULT” Gennaio/Febbraio 2006
