Arriva Garibaldi
di Milo Vason
Il due giugno, per la quarta volta consecutiva, Lendinara si vestirà di panni ottocenteschi per ricordare la visita che Giuseppe Garibaldi fece alla città polesana poco dopo l’adesione del Veneto al Regno d’Italia. Correva l’anno 1867 e il nizzardo, ammirato in Europa e nelle Americhe, fece una tappa non casuale a Lendinara. Accompagnava il ritorno di Alberto Mario, cui era legato da amicizia e comunanza di lotte (la spedizione dei Mille, di cui ricorre quest’anno il 150° anniversario). Mario rientrava nella sua città dopo un esilio durato quasi vent’anni per aver creduto nell’Unità d’Italia ed era accompagnato dalla moglie Jessie White, inglese, scrittrice e tra le grandi figure del Risorgimento italiano. La rievocazione storica, ideata dall’Associazione Amici di Garibaldi e sostenuta dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo e dal Comune di Lendinara, si propone di far rivivere per un pomeriggio i momenti salienti dell’attesa visita dell’eroe dei due mondi al popolo lendinarese, offrendo al pubblico una dettagliata ricostruzione scenica di quel giorno grazie alla presenza di circa un centinaio di figuranti in costume ottocentesco e in divisa garibaldina, il tutto corredato da carrozze e cavalieri. Dopo il celebre discorso che Garibaldi fece dal balcone dello splendido palazzo Dolfin- Marchiori, nel centro cittadino, la giornata si animerà di canti e balli popolari e di un banchetto, per ricordare la festa che seguì l’arrivo dei patrioti risorgimentali. La visita del Generale rientrava in una campagna finalizzata alla ricerca di volontari e fondi per poter proseguire il processo di unificazione nazionale: Roma mancava ancora all’appello. Accompagnato dal fidato colonnello Giovanni Acerbi, Garibaldi siglò in quelle ore la nascita della Società Operaia
di Mutuo Soccorso lendinarese, tra i cui fondatori vi furono Ettore Ferrari e Alberto Mario. Molti furono i Polesani che parteciparono alle diverse campagne garibaldine, di cui parecchie decine originari di Lendinara (tra i 1089 che sbarcarono a Marsala ricordiamo Zamariola Antonio). Va detto poi che è storicamente visibile un filo conduttore fra l’opera dei Mario e alcune delle più nobili figure che animarono i decenni successivi all’Unità del Regno. Da Adolfo Rossi e Nicola Badaloni, fino agli antifascisti delle Brigate Garibaldine. Tutti si ispirarono agli alti valori della tradizione democratica risorgimentale. L’Associazione Amici di Garibaldi si propone, oltre alla futura creazione di un Museo del Risorgimento presso la Biblioteca Comunale, di mantenere vive la memoria e la tradizione del Risorgimento. Il due giugno, festa della Repubblica Italiana, accomuna Garibaldi e Alberto Mario: essi morirono, a un anno di distanza, proprio in questa data. Il cimitero di Lendinara ospita inoltre le tombe di Jessie White e del marito. Una lapide riporta le parole che Giosuè Carducci dedicò ai due coniugi, suoi amici. L’appuntamento è in piazza, dunque. Per chi volesse saperne di più, rimandiamo al sito internet http://www.amicidigaribaldi.it.

