Athesis News IT
Fotografia e… tra Padova e Rovigo ~ Anno V n.4 ~ Aprile 2012

UN’ESTATE D’ORO

di Rosetta Menarello

 Graziano Zanin, MEANDA 1991 Le cicale, misteriosamente nascoste nell’ammasso verde cupo del boschetto, sminuzzavano l’afa estiva con il loro frinire aspro ed isterico. Nella penombra dell’ampia cucina aleggiava profumo di minestra. Adele l’aveva scodellata per tempo. Densa e sana, ricoperta da un lieve strato di parmigiano aspettava i commensali. La pasta e fagioli era il suo cavallo di battaglia e nessuno avrebbe rinunciato alla replica con un secondo piatto. Il vociare via via più crescente degli uomini la mise in agitazione e con un gesto rapido ricompose una ciocca ribelle strofinando poi le mani sul grembiule immacolato.
- Bondì siora Dele, semo qua anca ‘sto ano par onorar la so’ tola! -
Augusto era entrato per ultimo e aveva invitato gli altri a sedersi.
Lei aveva sorriso e dopo uno sguardo al marito aveva risposto.
- Go fato la minestra de l’ano passà! Sio contenti? -
S’erano seduti tutti intorno al grande tavolo mentre Augusto versava dalla caraffa un vino rosso intenso dal profumo forte e vagamente fruttato.
Lasciò che vuotassero i piatti per offrire la seconda porzione tra i complimenti di questi uomini dai visi solcati da una fatica impressa nel DNA come un tratto incancellabile.
- Magnare da voaltri, paron Gusto e siora Dele, xé sempre la roba pì bela! -
Li guardò ancora e provò un senso di tenerezza materna nel vederli così contenti di assaporare la sua piccola fatica di cuoca.
Era quasi un sacro dovere quel pranzo de “la meanda”. Una specie di rito sacro per ringraziare Dio per un raccolto tanto abbondante.
Aveva camminato con Augusto nei campi qualche giorno prima. L’aveva seguito lungo gli stretti sentieri nel giallo del grano maturo. Oro brillante sulla terra invasa dalla lucentezza tagliente del sole. L’aveva osservato con affetto mentre tendeva il braccio ed apriva la mano per accarezzare le spighe già mature e gonfie di chicchi. Ad un tratto ne aveva strette nel pugno alcune e le aveva schiacciate. Aveva poi riaperto il palmo e soffiando via le squame secche aveva guardato i grani giallo scuro.
- L’è pronto! - Con una mossa veloce aveva messo in bocca i chicchi masticandoli lentamente.
Lei l’aveva imitato assaporando lo strano boccone che sapeva già di pane. In silenzio erano tornati verso la grande casa dall’immenso cortile pronto ad accogliere, come un rassicurante grembo, il parto della terra.
Presto l’aria avrebbe profumato di paglia. Un odore speciale, secco, quasi polveroso. Sull’aia sarebbero arrivati i carri carichi di “faje” e finalmente l’oro dei grani avrebbe visto la luce del sole che l’aveva a lungo cullato.

IN USCITA
Associazione ATHESIS
Appuntamenti
Sommario di Aprile

FIAF
Federazione Italiana
Associazioni Fotografiche

2012
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic
2011
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic
2010
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic
2009
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic
2008
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic


_

Patrocini
Athesis
CircoloCulturale
ArtiGrafiche
turismo&cultura
Centuriazione
Gruppo
Autori Polesani
CSV Padova
Provincia di Rovigo
Comune di Rovigo
Comune di
Boara Pisani
Comune di
Stanghella