C’ERA LA NEVE
di Angioletta Masiero
Quando si apre il libro “C’era la neve” di Rosetta Menarello e Graziano Zanin si ha l’impressione di entrare in una fiaba. è un mondo magico, ricamato di suggestioni e di luce quello che ci presentano i due autori, un mondo di purezza e d’incanto che ci avvolge in carezze di memorie, in ricordi d’infanzia. Leggere i testi poetici di Rosetta e ammirare le splendide immagini di Graziano Zanin mi ha fatto tornare alla mente un libro bellissimo di Maxence Fermine dal titolo “Neve”. “La neve è una poesia - scrive Fermine - Una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri. Questa poesia arriva dalle labbra del cielo, dalla mano di Dio”. Con il suo candore, la sua levità, la neve ci avvicina al cielo, ci fa pensare al miracolo della natura, al respiro divino. E ci rende più buoni. Ci fa tornare bambini, con il naso incollato ai vetri delle finestre per meglio guardare la favola bianca che scende dal cielo con il suo mistero, con la sua poesia che ha il candore della luce. “Neve limpida/ Passerella di silenzio/E di bellezza”. Mi commuove la neve, apre il mio cuore ai ricordi, ai Natali di quand’ero bambina, allo sguardo buono di mio padre, al sorriso dolcissimo di mia madre. E mi ritrovo, mi commuovo leggendo i versi di Rosetta, intensi, struggenti: “… Incanti i nostri occhi/regalandoci ricordi di fate,/ memorie di libri sfogliati/al bagliore del fuoco/e al profumo d’arancia. Sa evocare emozioni Rosetta e i suoi versi incantano, fanno battere forte il cuore, regalano manciate di luce, ricamano arabeschi di sentimenti e di sogni. Le sue liriche commentano in modo stupendo la poesia che traspare dalle foto di Graziano, immagini di un lirismo assoluto, di una bellezza senza tempo. “Il cielo s’è fatto candore/ - scrive la poetessa - sceso sui campi,/ certezza di un abbraccio/che ora culla il riposo del mondo”. Poesie e immagini sono ricche di musicalità e suggestioni, ci fanno pensare alla musica della neve, a qualcosa di puro: “Una passerella verso la luce candida degli angeli”. Come la poetessa anche il lettore si chiede: “Che voce ha la neve?” “Quella silenziosa dei misteri/che si svelano senza parole… /Dalle nuvole alla terra/imprigiona segreti confidati dal vento/e parla con lo stupore di un volo”. Guardando la neve anche noi uomini possiamo pensare di riuscire a camminare, a danzare nell’aria… E diventare luce.

