Athesis News IT
Fotografia e… tra Padova e Rovigo ~ Anno V n.4 ~ Aprile 2012

Pepe

di Rosetta Menarello

Graziano Zanin - Pepe, 1999In lontananza il BINGO pareva un’incredibile astronave atterrata poco oltre la città dove le case si diradavano ed il cielo si faceva via via più scuro. Le luci intermittenti e due laser rotanti creavano intorno un’enorme aureola che rendeva quel posto inconfondibile; un’eccitante attrazione per chiunque volesse fare acquisti di qualsiasi genere. Federico fu preso da un’irrefrenabile euforia, un desiderio acuto di essere già lì, di fronte alla porta automatica che tra poco l’avrebbe ingoiato.
- Dai papà, accelera! Voglio arrivare subito. Con le mancette del mese posso comprare l’ultimo modello di video game per il mio PC. -
- Basta giochetti Federico! Sei già strapieno di quelle sciocchezze che ti fanno frullare il cervello! -
Il bambino, seduto dietro i genitori, aggrappandosi al sedile molleggiò continuando: - Me lo compro, me lo compro… -
Il papà era silenzioso, forse soprappensiero o forse era semplicemente allenato a non ascoltare le schermaglie tra Federico, proiettato verso l’attrazione delle ultime novità elettroniche, e sua moglie. L’auto lasciò la statale per immettersi nell’area del “BINGO”. Non era facile a quell’ora trovare un posto al parcheggio ma il papà fu rapidissimo tanto da meritarsi un bravo, bravissimo dalla voce concitata del ragazzino. L’area del centro commerciale era un formicolare di auto e persone, un andirivieni che diede a Gianni un pugno di disagio allo stomaco. Era sempre così, ma si adattava alle necessità della vita moderna, agli acquisti che Marina amava fare e alle continue curiosità elettroniche di Federico.
- Dai papà, muoviti, vuoi che arriviamo quando è già tutto chiuso? -
- Federico, datti una calmata! Hai la camera piena di quelle diavolerie! -
Parole inutili perché lui si era già catapultato davanti alla grande porta scorrevole dell’ingresso principale che si aprì con un soffio vibrante nascondendolo alla vista dei genitori. Era già proiettato verso il negozio di elettronica quando la sua curiosità fu attratta da un gruppo di persone radunate nel bel mezzo dell’atrio che immetteva alle diverse aree di vendita. Incuriosito si avvicinò.
Al centro del gruppo era un bancone ricoperto da uno strano tappeto maculato di pelliccia sintetica sul quale troneggiava una grande cesta imbottita con della spugna. Federico si avvicinò per guardare bene la scena che lo incuriosiva.
Dentro la cesta erano accoccolati quattro cagnolini. Tre di loro erano bianchi punteggiati da macchioline nere. Il quarto aveva la testa nera con una striatura bianca disegnata sulla fronte. Di fianco alla cesta era sistemato un cartello giallo su cui stava scritto: CUCCIOLI SENZA MAMMA, CERCANO AFFETTO.
Gianni e Marina erano arrivati alle spalle di Federico che pareva incollato a quell’insolito bancone.
- Su, andiamo, dov’è finita tutta la tua fretta? - Gli mormorò all’orecchio il papà.
- Intanto che voi vi divertite a perdere tempo io vado al market. Ho troppe cose da prendere! - Cinguettò la mamma.
Nel cesto i cagnolini annaspavano gli uni sugli altri tentando di uscire dal contenitore. Quello dalla testa nera, prima addormentato, nel piccolo subbuglio di quella scomoda cuccia era rotolato fuori come una morbida palla e rischiò di cadere giù dal bancone se Federico, svelto, non lo avesse trattenuto.
Così si trovò tra le mani la soffice tenerezza del cucciolo che emise un lieve guaito. Forse il primo della sua vita.
Il ragazzino provò un senso di gradevole tepore. Nella sua stanza erano passate decine di pelouches dalle fogge più disparate ed i colori più incredibili ma nessuno gli aveva mai dato una sensazione come quella che ora provava. In quel nero lucido e soffice spuntavano due minuscole orecchie e luccicavano un paio di occhietti curiosi che per un attimo fissarono i suoi.
Fu così che Federico scordò completamente il motivo del suo ingresso al Bingo. Dimenticò come per magia, il nuovo videogioco, quello che avrebbe scatenato l’invidia dei suoi amici; quello che desiderava con tutto se stesso. Istintivamente si portò al petto quel fagottino e gli carezzò la testa sentendo sotto le dita le minuscole orecchie vellutate.
La dolcezza che lo aveva catturato da qualche minuto lo aveva ormai rapito.
- Ti piace? Tu a lui piaci tantissimo! -
Una voce femminile lo scosse da quello stato di benessere sconosciuto. Era la signora che aveva portato i cuccioli al centro commerciale che lo guardava con un sorriso accattivante. Si, si mi piace!
- Mettilo giù che la mamma ci aspetta! -
Federico cercò di nuovo gli occhietti lucenti del cucciolo. Li incontrò ancora e gli sembrò che fossero più brillanti di prima. Gli parve che chiedessero qualcosa che solo lui poteva dargli.
- Papà, ti prego, portiamocelo a casa! Ti prego, ti prego, convincerò io la mamma! -
- Ma non possiamo tenere un cane in appartamento! -
- Lo terrò in camera mia! Non darà fastidio a nessuno! - Forse era già una piccola battaglia persa!
Il cucciolo si chiamò subito Pepe e fu di Federico. Marina che si avvicinava col carrello stracolmo vide quell’inaspettato trio e, prima ancora di chiedere quello che era successo, accettò l’evidenza. Forse per suo figlio era meglio un cucciolo in appartamento che l’ennesimo videogioco.
Federico capì il sì della mamma e lo capì forse anche Pepe perché il bambino sentì sulla mano uno strano tiepido gocciolio.

IN USCITA
Associazione ATHESIS
Appuntamenti
Sommario di Aprile

FIAF
Federazione Italiana
Associazioni Fotografiche

2012
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic
2011
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic
2010
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic
2009
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic
2008
Gen Feb Mar Apr
Mag Giu Lug Ago
Set Ott Nov Dic


_

Patrocini
Athesis
CircoloCulturale
ArtiGrafiche
turismo&cultura
Centuriazione
Gruppo
Autori Polesani
CSV Padova
Provincia di Rovigo
Comune di Rovigo
Comune di
Boara Pisani
Comune di
Stanghella