SANDRA ZAGOLIN
di Gustavo Millozzi
Conoscevo Sandra Zagolin per aver nel
corso degli ultimi anni visitato molte mostre
fotografiche dove erano presenti sue
immagini realizzate, oltre che in Italia, anche
in paesi e presso popoli che, per ragioni
geografiche, linguistiche o politiche, solitamente
restano estranei all’uomo medio
e, come per altri fotografi, ho subito notato
che anche per lei non vi erano né genti,
né luoghi stranieri, ma che si spostava fissando
con le sue macchina fotografica le
situazioni che più la colpivano, gli uomini
e il loro ambiente nell’effettiva realtà, cercando
sempre di stabilire comunque con
onestà un personale legame con il soggetto
per una migliore comprensione.
Sandra Zagolin, autore anche di apprezzati
audiovisivi, era stata da me così considerata
far parte di questa categoria di fotografi,
dimostrando di aver acquisito e compreso
l’insegnamento di grandi maestri e nei suoi
spostamenti ha scattato delle fotografie in
bianco e nero ed a colori, che riflettono
l’interesse e la partecipazione che l’hanno
pervasa e così il suo lavoro si riflette poi in
un reportage completo, anche se costituito
da una sola immagine.
E Sandra Zagolin, che anche presta alla fotografia
il suo talento di valido e impegnato
presidente di uno dei più attivi circoli
della nostra provincia, ha voluto questa
volta scendere in campo per documentare
con la macchina fotografica e con lo stesso
spirito – senza indulgere, come sarebbe
stato facile, in pietismi o devianti prese di
posizione, come purtroppo spesso succede
e come altri hanno fatto - il risultato
di quel sisma che ha coinvolto nel 2009 il
capoluogo abruzzese, colmo di storia e di
bellezze artistiche che pur, prima di quel
triste evento, avevano saputo resistere alle
ingiurie del tempo e degli uomini.
Le fotografie qui pubblicate rappresentano una piccola sintesi di un più ampio lavoro e non sono e non vogliono essere, come ritengo giusto, solo delle fotografie artistiche, le cosiddette “belle fotografie” che spesso anche ammiriamo ma che tante volte non sono supportate da un valido contenuto in quanto sorrette solo dalla forza cromatica e dai valori tecnici, ma vogliono e rappresentano un onesto e chiaro documento del “dopo” e mostrarci non solo le distruzioni compiute sugli edifici ma anche ricordarci – con semplicità e modestia – il non facile lavoro compiuto dagli uomini in quella città e farci percepire, pur nella loro assenza, la forza e volontà dei suoi abitanti di continuare la vita, di superare le difficoltà, non nel ricordo, ma nella certezza di una rinascita e nella ripresa di una vita normale.
In questo suo nuovo impegno, che ci auguriamo possa venir quanto prima esposto nella sua completezza, ho trovato conferma non solo del mio già acquisito giudizio, ma anche nella convinzione di trovarmi di fronte ad un autore che non mancherà di riservarci ancora in futuro ulteriori interessanti e valide proposte.
Sandra Zagolin
Nasce a Piove di Sacco (PD) nel 1966. Nel 1996 nasce la passione per la fotografia, si iscrive al fotoclub Chiaroscuro di Piove di Sacco (dove da 3 anni ricopre la carica di Presidente) e dopo un breve corso giungono i primi risultati. Predilige il bianco e nero, tecnica usata in camera oscura fino ad un paio di anni fa. Si occupa prevalentemente di reportage e foto di strada. Ha partecipato a varie esposizioni collettive e ad alcune mostre personali a Piove di Sacco e a Mestre (VE). Ultimamente partecipa con una certa assiduità a concorsi nazionali e internazionali ottenendo buoni risultati. Vale la pena di ricordare una pubblicazione sulla rivista online National Geographic 2009. 1° Premio al concorso Pixel d’oro di Cascina (PI) 2009. Due 3° premi al Circuito di Ponente Ligure 2010. 1° Premio a Caorso 2010. Premio speciale Fiaf ad Albenga 2010, Due 2° premi a Cernobbio 2010, 1° premio al concorso l’Arte di viaggiare di Como 2010 e per concludere una Menzione d’onore al concorso Internazionale di Garbagnate. Diverse le iniziative per promuore la fotografia e coinvolgere sempre più giovani.



