GIULIO MENEGAZZO
di Gustavo Millozzi
Si vedono tante belle fotografie. La maggior
parte di loro senza il minimo interesse.
Ormai un’immagine attira la nostra attenzione
non più per la sua qualità, le sue specifiche
tecniche, ma per il suo soggetto e per
il suo significato.
Una bella fotografia, una fotografia perfetta
non ci basta più: la perfezione non è più richiesta,
la tecnica non viene più considerata
come fine ma come via d’accesso alla forma
espressiva.
Non molti anni or sono si apprezzava e si
richiedeva la pulizia dell’immagine fotografica,
la sottolineatura dei valori tecnici, la
stretta osservanza delle regole della composizione,
tutte cose che chiunque può ottenere
con l’intelligenza e l’attenzione.
Ed è per aver legato l’atto fotografico a queste
uniche funzioni che si è potuto affermare
che la fotografia non è un’arte ma il prodotto
di un processo meccanico.
L’abbandono di questo criterio apre oggi i
nostri occhi e possiamo affermare che “ora
ci siamo”, che la fotografia può talvolta essere
“arte”, come lo sono, egualmente, talvolta
altre realizzazioni plastiche e grafiche.
Ma, mentre in pittura, per esempio, si giudica
ormai un’opera secondo il “mestiere”,
secondo la “fattura” ed il soggetto praticamente
non conta più in quanto la tendenza
ci porta sempre più verso il non-figurativo,
ecco che in fotografia dobbiamo indirizzarci
a considerazioni e valutazioni del tutto opposte.
La conoscenza del “mestiere” non ha più
importanza, se ne possediamo la padronanza,
tanto meglio, ma ciò che è essenziale è il
soggetto.
Non formalmente il soggetto-immagine (e
questo a mio parere è uno sbaglio) ma il suo
significato che vorremmo psicologico, metafisico,
drammatico, sociale, etc. .
Questo preambolo, in verità del tutto personale,
mi serve come introduzione per parlare delle immagini, e qui ne abbiamo purtroppo
solo un limitato esempio, realizzate
da Giulio Menegazzo che molti conoscono
unicamente, ed è una vera imperdonabile
lacuna, per l’opera da lui svolta con passione
per tanti anni come presidente di circolo
e come rappresentante della FIAF nella nostra
provincia, ma non come Autore.
Ho sempre ammirato le sue fotografie: ricordo
una sua bella mostra antologica esposta
a Saccolongo dove, tra le altre immagini, mi
avevano colpito specialmente i ritratti, così
diversi per espressioni nei quali, con chiaro
linguaggio, aveva saputo metter in evidenza
tenerezza, pietà, humor, tristezza.
E, sempre in un’altra mostra aveva presentato
un lavoro sulla danza, sul tango, ove il
movimento ed il colore si fondevano con un
fluire di forme dal fascino unico.
Per queste pagine Giulio ha voluto invece
selezionare e presentare una serie di immagini,
scattate nel corso dei suoi numerosissimi
viaggi, che mi hanno dato altre
sensazioni che, seppur diverse, sono andate
positivamente a sommarsi con quelle già
trasmessemi con le sue due mostre qui sopra
ricordate.
A cosa si deve questa diversità ? Perché e
come l’impiego degli stessi mezzi mi ha potuto
condurre verso differenti sensazioni?
Qui con queste sue immagini, eseguite non
so dove e come (e la cosa non m’importa)
ha rappresentato, sempre con pregevole
impiego del colore, dei paesaggi, ha fermato
dei momenti rari e scelti dove la rigorosità
compositiva ed i valori cromatici sono dei
modelli ai quali tanti fotografi dovrebbero
guardare, opere realizzate con una pulizia
e una rigorosità compositiva, non frutto di
manipolazioni delle quali oggi purtroppo
troppi autori si servono, ma dettate dall’onestà
che ha guidato i suoi scatti.
Non posso commentare diversamente le immagini
di Giulio se non sottolineando in aggiunta
la loro spontaneità dove il contenuto,
di evidente valore fotografico, non mi induce
a tanti interrogativi, ma mi riconferma la
validità e completezza di questo Autore.
Giulio Menegazzo
Si avvicina alla fotografia a partire dagli anni 70 formando all’interno dell’azienda in cui lavora un gruppo speciale di fotografia. Le sue foto sono legate prevalentemente a momenti di viaggio Dal 1980 al 2005 fa parte dell’ associazione “Fotoclub Padova” assumendo negli anni varie cariche tra cui quella di presidente dal 2001 al 2005. Partecipa a molti concorsi fotografici nazionali ed internazionali ottenendo in poco tempo numerosi premi ed ammissioni. Ha utilizzato per vari anni diapositive, attualmente usa apparecchiature digitali. Nel 1985 a seguito delle affermazioni avute, consegue il titolo AFIAP (Artiste FIAP) che gli viene conferito dalla Federazione Internazionale dell’Arte Fotografica. Nello stesso anno i circoli fotografici della provincia di Padova aderenti alla FIAF, Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, lo eleggono Delegato Provinciale, carica detenuta sino al 2008. Col contributo dei circoli provinciali organizza tre mostre fotografiche itineranti ed una conferenza in Abano Terme tenuta dal prof. Italo Zannier dell’Università di Venezia. Partecipa a mostre collettive in Oderzo, Cavarzere, Marghera, Albignasego, Padova, Baone, Vigonza, Chioggia e molte altre organizzate dai Fotoclub Ruzante (Pernumia). Decumano VI (Villanova di Camposanpiero) e Fotoclub Padova. Ha tenuto sue mostre personali in Pernumia, Padova, Boara Pisani, Stanghella, Saccolongo, Summaga (PN), Albignasego (PD) e presso il Bar Ferrari (PD). Diverse le sue presenze in lavori di giuria nei concorsi fotografici sia locali che nazionali. Sue foto sono state pubblicate in: “Stadio Corriere dello Sport”, “Difesa del Popolo”, “Gente e Motori”, “Fotoamatore”, “Infinito”, “Fotografare”, “Reflex”, “Tabloid di Monselice”, “Tabloid di Este” e nei volumi “Resurgemus” , “Diaeto Veneto” , “El cao del zhucaro” , “Riviera Euganea” e nella rivista “Maratona di S. Antonio”.




