TRIBUTO POETICO
di Teresina Giuliana
LA PRIMA DEL NABUCCO ALLA SCALA
Come folgore levata contro
il palco imperiale attaccò il coro:
“Va pensiero sull’ali dorate…”
Un fremito tra i palchi corse
\
e la platea di falsa nobiltà
gremiti. S’accesero gli animi
di generosa eroica passione
e come cascata di perle l’ovazione
\
alla fine interminabile scoppiò.
“Viva Verdi” fu il grido unanime
che per il teatro a lungo echeggiò
e l’austriaco, che con la forza
\
il dominio teneva, ritrarsi non osò,
ne come mastino ringhiò,
soffocò l’ira e la beffa
fino in fondo accettò.
EROE IGNOTO
Sulla parte di roccia nuda
a lato d’un sentiero sinuoso
tra una corona di buchi ragnati
una targa arrugginita
con la scritta:
“Soldato ignoto” e una data.
\
Eroe senza nome e senza medaglia,
nessuno ti conosce, nessuno depone un fiore
lì accanto, ma chi passa
e vede quel rosario di morte
nella roccia scolpito
non può non rabbrividire d’orrore.
\
E la terra che il tuo sangue
ha bevuto, pietosa, ha cresciuto
ai piedi del tuo deserto altare
un cespo di pratoline bianche
dal bordo rosso sangue.
SULLE DOLINE DEL CARSO
Sulle doline del Carso, sui dirupi
e le trincee di sangue intrise
splende un sole scialbo.
Il paesaggio ha l’aspetto d’un deserto
di pietra giallo-rossiccia.
\
Schizzi di fango e la mortificazione
della guerra di posizione
sui volti dei soldati, negli occhi
bagliori e negli orecchi
echi di spari e scoppi.
\
Nostalgia di terre lontane,
nostalgia di persone.
E’ il giorno d’Ognissanti, sulle colline
della bianca Castagnevizza imperversa
una battaglia interminabile, cruenta.
\
All’alba del terzo giorno la vittoria
pulsa nelle vene, canta in ogni bocca.
Su dal cuore la gioia sale ed esplode
in un inno di fede, amore
e di ringraziamento al Signore.
\
Soggiace la sofferenza
al trionfo che si fa segno
d’orgoglio e apoteosi di grandezza.
