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Fotografia e… tra Padova e Rovigo ~ Anno IV n.8 ~ Agosto 2011

EL CAO DEL ZHUCÀRO : presso - raméto

di Graziano e Micol Zanin


presso: nei confronti di…; cossa vòto èssare ti, presso lu!
prèsta (a la): alla svelta, in fretta, senza indugi.
prèstio, prìstio, prèsto (in): a prestito.
présto: veloce, svelto; l’è présto, è svelto.
pretazo: pretaccio; persona falsa e ipocrita.
prète: (s. m.) trippa di maiale; prete; a go magnà on risoto col prete insieme al prete.
pretìn: chierico; prete giovane o mingherlino; pretucolo.
pretón: prete grande e grosso; persona ipocrita.
prezipitóso: rapidissimo; precipitoso, che agisce senza riflettere.
pria: pietra.
priègo, prègo: (agg.) pigro; lento.
primaruòla, primaròla: primipara; le primaruole le fa co le vuole, non è certo quando partoriscono le primipare.
primavéra: primula.
primo: primo; beati i ultimi se i primi ga creanza.
prinzipiànte: principiante, esordiente; apprendista.
prinzipìn: bambino trattato con ogni riguardo; figlio prediletto.
prinzìpio: principio, inizio.
prìstio, prèstio, prèsto (in): a prestito.
prò (a): per, in favore di.
prò: interesse, vantaggio; interesse su un prestito.
pròpio: proprio (agg. possessivo); proprio, davvero.
provisión: provvigione, compenso del sensale; provvedimento, deliberazione; cura, manutenzione; approvvigionamento, accaparramento di viveri, indumenti, munizioni o altro; previsione.
prozìnto (in): in procinto, sul punto.
pruncinelada: buffonata, azione poco seria.
pùa: bambola; bambina o donna leziosa.
pùega: pulce.
pugnare: dar pugni, prendere a pugni.
puìna: ricotta; catarro congiuntivale; ortensia; pallone di maggio; la puìna, più s’in magna, e manco se camina (prov.); tendàro come la puìna, tenerissimo; te ghe le man de puìna, ti cade tutto, non hai le mani forti.
puisin: pulcino.
puito-puito: benissimo.
pulare: pilare, liberare il riso dalla pula.
pulegana: prosopopea, boria; moina, lusinga; la ga na pulegana che metà la vanza.
pulegara: luogo pieno di pulci; vestito sudicio; capigliatura folta e non curata; casa o ambiente estremamente sudici.
pulegóso: che o chi è pieno di pulci.
puléja: puleggia.
pùlese: cardine.
pulièro: puledro; ragazzo di grande vivacità e gagliardia.
pulìo: pulito, netto; privo di soldi, senza più soldi.
pulito: bene.
pumidoro: pomodoro.
punciàre, ponciàre, cusìre, cùsare: cucire, rammendare.
pùnfete: tonfo; suono onomatopeico che riproduce il suono di uno schiaffo o della caduta di qualcosa.
puntìn: puntino; un nonnulla; negli abiti femminili, piccolissima piega, pince.
puntina (na): un pizzico, un po’.
puntiròlo: punteruolo
puntura: iniezione.
può: poi, dopo.
puòco: poco; “El s’à fato male!” - “Puòco, Signore! Cussì impara!”
puòle: può.
puòro: povero, ma solo in esclamazioni, puòro can!, povero diavolo.
puòto: pupazzo, fantoccio; bellimbusto; ragazzo sciocco.
pùpola: polpaccio (della gamba).
pupula: polpaccio.
purassè: assai, molto; “Te piàselo?” - “Purassè!”
puta: zitella; ragazza.
putana: puttana; detto anche di uomo che non mantiene la parola, di cui non ci si può fidare.
putanada: sciocchezza, stupidaggine; azione vile e disonesta.
putanaza: puttanaccia.
putelada, puteletada: ragazzata.
putelazo: ragazzaccio.
putèleto: ragazzino, bambino; el xé un putéleto a posto, è un ragazzo perbene.
putèo: ragazzetto.
putìn: (pl. putéi o putini), bambino; quanti putéi gheto mucià?, quanti figli hai?; l’è on bon putin!; i putéi xé bei in brazo a so mama, i bambini sono belli purché sia la mamma a prendersene cura; co i balochi se ciapa i putei, con i giocattoli si attirano i bambini.
putina: bambina; pupilla.
putinón: bambino bello robusto; bambinone, ragazzo cresciuto o uomo che si comporta come un bambino.

Enrico Andreotti - Ponciare

Enrico Andreotti - Putìn

Q


quàja: quaglia; l’è orbo come on quajo, decisamente miope; pestàre na quaja.
quale: quale; no la xé par la quale, non è adatta, non è in ordine.
qualtrine: tende di casa; tendine.
quaquantrìcola: cornacchia; “Sol campanil de Bergamo / ghe gera na quaquantrìcola / e quando ca cantava la quaquantrìcola / i cantava tuti i so quarantaquatro quaquantricolati” (scioglilingua).
quarèo: mattone quadrangolare.
quarta: misura per la farina; na quarta de farina, unità di misura (2 kilogrammi); el pìcolo el ghe n’à fato na qarta, ne ha fatto tanta!
quarturi: (s. m.) coperture catramate per coprire grano; fagioli nei giorni di pioggia; copriletti.
quatordase, quatordese: quattordici.
quatramare le tole: cospargere di catrame le assi.
quatrame: catrame.
quatro: quattro.
quatrozhento: quattrocento.
quéo: quello; quéo l’è bon! (ironico)
quercio: coperchio.
quindese, quindase: quindici.
quògoj: sassi arrotondati.
quògoma: (s. f.) bricco.
quòra, cuòra: fanghiglia.
quòspo, cuòspo: zoccolo in legno.
quòssa, cuòssa: coscia.

R


rabalto, rebalto, voltabaròzo, robalto: incontro conviviale, nei giorni successivi al matrimonio, delle famiglie dei novelli sposi.
rabecà, sbecà: sbeccato; detto di naso con la punta all’insù; a gh’è el gòto rabecà.
rabecare: rimbeccare, controbbattere; spuntare.
rabecarse: rimbeccarsi, discutere vivacemente, a botta e risposta; spuntarsi, perdere la punta; voltarsi all’insù.
rabejàzo: deliquio, svenimento; infarto cardiaco.
rabezà: riparato alla meglio.
rabià: arrabbiato; imbronciato.
rabiada, rabiadura: arrabbiatura.
rabiare/rse: arrabbiare/rsi.
ràbio: sarchio; arnese simile ad un rastrello con una lama di ferro al posto dei denti, utilizzato per raschiare il piano del forno o del caminetto; arnese per pareggiare terra e ghiaia delle strade o per spalare la neve.
rabióso: rabbioso, che si adira facilmente; scalmanato; incaponito, ostinato; (di frutto) acerbo, aspro.
rabiosón (de): in fretta e furia.
rachéte: rachitismo; gambe magre e storte.
racoanti, arquanti, aroanti: alcuni.
racoéta: raganella.
ràcola: raganella; crotalo, strumento sonoro a mano; parlantina; persona che chiacchiera molto; sorta, qualità di persone o cose (solitamente in senso d’ammirazione); velocità; da Pasqua i sonava la ràcola.
racolina: raganella.
racuànto: alquanto.
radàda: rasatura.
radecìn: radicchio appena nato; cravattino a farfalla.
radécio: radicchio; cravatta a farfalla.
radegare: litigare, bisticciare; brontolare.
radicina (èssare on): (essere un) attaccabrighe.
radìsa, raìsa, raìse: radice; l’è na raisa dura a morire (riferito a persona tenace).
rafa rafa: nome di un particolare gioco di carte; l’arraffare in gran fretta.
rafà: l’arraffare.
rafe: solo nell’espressione “o de rife o de rafe”, che vale: in un modo o nell’altro.
ràgolo: orlo; el bocale l’è pien fin al ràgolo.
ragnatéa: ragnatela.
raìna: scaglia (di pesce) come si deduce dal proverbio co el sielo xé a raina o piove onquò o piove domatina, l’equivalente dell’italiano con il cielo a pecorelle acqua a catinelle.
rainato, gobo: pesce d’acqua dolce, simile alla carpa; ragazzo piccolo, brutto, malaticcio.
raisón: fittone; grossa radice in genere.
raisòto: fittone; ceppaia.
rajàda: raglio.
rajare: trascinare; ragliare.
rajo: filare di viti; partita a briscola; raggio di luce; raglio; coronella, arginello; barriera costruita attraverso un fosso o un macero; bisogna vendemare el rajo de bacò; fémo on rajo a brìscola scoèrta?
rajòlo: rastrello stendigrano terminante in una tavoletta di legno.
rajonaménto: ragionamento; discorso.
ramà: ramato; rivestito di rame; ramificato, ramoso, frondoso; sostenuto con rami, con frasche.
rama: ramo; frasca.
ramàja: intrico di rami; ramaglia; sterpaglia.
ramazà: battitura; a fago na ramazà, sa no ‘ndè via!, faccio una strage se non partite!
ramaza: scopa.
rambrécoli: cimaiole delle piante.
ramenà, remenà, remenada: atto ed effetto del dimenare e del dimenarsi; bastonatura; sparpagliato; (di frumento o altro cereale) allettato; el ga ciapà na ramenà, ca no te digo!
ramenare, remenare: rigirare; far cadere; chi ca va in ‘eto senza zena, tuta la nòte el se ramena.
raméngo, reméngo (andare a): marcire; andare in rovina; ma va’ a ramengo!; el ga el zervèo a ramengo.
raméngo, reméngo: ramingo, chi va in giro senza una meta; fannullone; un poco di buono.
ramenòto, remenòto: capitombolo; il dimenarsi per terra; scarica di botte; sconvolgimento; atto del ramenare.
raméto: ramoscello.

Enrico Andreotti - Rajo

Enrico Maragno - Rajo


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