EL CAO DEL ZHUCÀRO : presso - raméto
di Graziano e Micol Zanin
presso: nei confronti di…; cossa
vòto èssare ti, presso lu!
prèsta (a la): alla svelta, in fretta,
senza indugi.
prèstio, prìstio, prèsto (in): a
prestito.
présto: veloce, svelto; l’è présto,
è svelto.
pretazo: pretaccio; persona falsa
e ipocrita.
prète: (s. m.) trippa di maiale;
prete; a go magnà on risoto col
prete insieme al prete.
pretìn: chierico; prete giovane o
mingherlino; pretucolo.
pretón: prete grande e grosso;
persona ipocrita.
prezipitóso: rapidissimo; precipitoso,
che agisce senza riflettere.
pria: pietra.
priègo, prègo: (agg.) pigro; lento.
primaruòla, primaròla: primipara;
le primaruole le fa co le
vuole, non è certo quando partoriscono
le primipare.
primavéra: primula.
primo: primo; beati i ultimi se i primi
ga creanza.
prinzipiànte: principiante, esordiente;
apprendista.
prinzipìn: bambino trattato con
ogni riguardo; figlio prediletto.
prinzìpio: principio, inizio.
prìstio, prèstio, prèsto (in): a
prestito.
prò (a): per, in favore di.
prò: interesse, vantaggio; interesse
su un prestito.
pròpio: proprio (agg. possessivo);
proprio, davvero.
provisión: provvigione, compenso
del sensale; provvedimento,
deliberazione; cura, manutenzione;
approvvigionamento,
accaparramento di viveri, indumenti,
munizioni o altro; previsione.
prozìnto (in): in procinto, sul punto.
pruncinelada: buffonata, azione
poco seria.
pùa: bambola; bambina o donna
leziosa.
pùega: pulce.
pugnare: dar pugni, prendere a
pugni.
puìna: ricotta; catarro congiuntivale;
ortensia; pallone di maggio;
la puìna, più s’in magna, e
manco se camina (prov.); tendàro
come la puìna, tenerissimo;
te ghe le man de puìna,
ti cade tutto, non hai le mani
forti.
puisin: pulcino.
puito-puito: benissimo.
pulare: pilare, liberare il riso dalla
pula.
pulegana: prosopopea, boria;
moina, lusinga; la ga na pulegana
che metà la vanza.
pulegara: luogo pieno di pulci; vestito
sudicio; capigliatura folta
e non curata; casa o ambiente
estremamente sudici.
pulegóso: che o chi è pieno di
pulci.
puléja: puleggia.
pùlese: cardine.
pulièro: puledro; ragazzo di grande
vivacità e gagliardia.
pulìo: pulito, netto; privo di soldi,
senza più soldi.
pulito: bene.
pumidoro: pomodoro.
punciàre, ponciàre, cusìre, cùsare:
cucire, rammendare.
pùnfete: tonfo; suono onomatopeico
che riproduce il suono di
uno schiaffo o della caduta di
qualcosa.
puntìn: puntino; un nonnulla; negli
abiti femminili, piccolissima
piega, pince.
puntina (na): un pizzico, un po’.
puntiròlo: punteruolo
puntura: iniezione.
può: poi, dopo.
puòco: poco; “El s’à fato male!”
- “Puòco, Signore! Cussì impara!”
puòle: può.
puòro: povero, ma solo in esclamazioni,
puòro can!, povero
diavolo.
puòto: pupazzo, fantoccio; bellimbusto;
ragazzo sciocco.
pùpola: polpaccio (della gamba).
pupula: polpaccio.
purassè: assai, molto; “Te piàselo?”
- “Purassè!”
puta: zitella; ragazza.
putana: puttana; detto anche di
uomo che non mantiene la parola,
di cui non ci si può fidare.
putanada: sciocchezza, stupidaggine;
azione vile e disonesta.
putanaza: puttanaccia.
putelada, puteletada: ragazzata.
putelazo: ragazzaccio.
putèleto: ragazzino, bambino; el
xé un putéleto a posto, è un ragazzo
perbene.
putèo: ragazzetto.
putìn: (pl. putéi o putini), bambino;
quanti putéi gheto mucià?,
quanti figli hai?; l’è on bon putin!;
i putéi xé bei in brazo a so
mama, i bambini sono belli purché
sia la mamma a prendersene
cura; co i balochi se ciapa i
putei, con i giocattoli si attirano
i bambini.
putina: bambina; pupilla.
putinón: bambino bello robusto;
bambinone, ragazzo cresciuto
o uomo che si comporta come
un bambino.
Q
quàja: quaglia; l’è orbo come on
quajo, decisamente miope;
pestàre na quaja.
quale: quale; no la xé par la
quale, non è adatta, non è in
ordine.
qualtrine: tende di casa; tendine.
quaquantrìcola: cornacchia;
“Sol campanil de Bergamo /
ghe gera na quaquantrìcola /
e quando ca cantava la quaquantrìcola
/ i cantava tuti i so
quarantaquatro quaquantricolati”
(scioglilingua).
quarèo: mattone quadrangolare.
quarta: misura per la farina; na
quarta de farina, unità di misura
(2 kilogrammi); el pìcolo
el ghe n’à fato na qarta, ne ha
fatto tanta!
quarturi: (s. m.) coperture catramate
per coprire grano;
fagioli nei giorni di pioggia;
copriletti.
quatordase, quatordese: quattordici.
quatramare le tole: cospargere
di catrame le assi.
quatrame: catrame.
quatro: quattro.
quatrozhento: quattrocento.
quéo: quello; quéo l’è bon! (ironico)
quercio: coperchio.
quindese, quindase: quindici.
quògoj: sassi arrotondati.
quògoma: (s. f.) bricco.
quòra, cuòra: fanghiglia.
quòspo, cuòspo: zoccolo in legno.
quòssa, cuòssa: coscia.
R
rabalto, rebalto, voltabaròzo,
robalto: incontro conviviale,
nei giorni successivi al matrimonio,
delle famiglie dei novelli
sposi.
rabecà, sbecà: sbeccato; detto
di naso con la punta all’insù; a
gh’è el gòto rabecà.
rabecare: rimbeccare, controbbattere;
spuntare.
rabecarse: rimbeccarsi, discutere
vivacemente, a botta e risposta;
spuntarsi, perdere la punta;
voltarsi all’insù.
rabejàzo: deliquio, svenimento;
infarto cardiaco.
rabezà: riparato alla meglio.
rabià: arrabbiato; imbronciato.
rabiada, rabiadura: arrabbiatura.
rabiare/rse: arrabbiare/rsi.
ràbio: sarchio; arnese simile ad
un rastrello con una lama di
ferro al posto dei denti, utilizzato
per raschiare il piano del forno
o del caminetto; arnese per
pareggiare terra e ghiaia delle
strade o per spalare la neve.
rabióso: rabbioso, che si adira
facilmente; scalmanato; incaponito,
ostinato; (di frutto)
acerbo, aspro.
rabiosón (de): in fretta e furia.
rachéte: rachitismo; gambe magre
e storte.
racoanti, arquanti, aroanti: alcuni.
racoéta: raganella.
ràcola: raganella; crotalo, strumento
sonoro a mano; parlantina;
persona che chiacchiera
molto; sorta, qualità di persone
o cose (solitamente in senso
d’ammirazione); velocità; da
Pasqua i sonava la ràcola.
racolina: raganella.
racuànto: alquanto.
radàda: rasatura.
radecìn: radicchio appena nato;
cravattino a farfalla.
radécio: radicchio; cravatta a farfalla.
radegare: litigare, bisticciare;
brontolare.
radicina (èssare on): (essere un)
attaccabrighe.
radìsa, raìsa, raìse: radice; l’è na
raisa dura a morire (riferito a
persona tenace).
rafa rafa: nome di un particolare
gioco di carte; l’arraffare in gran
fretta.
rafà: l’arraffare.
rafe: solo nell’espressione “o de
rife o de rafe”, che vale: in un
modo o nell’altro.
ràgolo: orlo; el bocale l’è pien fin
al ràgolo.
ragnatéa: ragnatela.
raìna: scaglia (di pesce) come si
deduce dal proverbio co el sielo
xé a raina o piove onquò o
piove domatina, l’equivalente
dell’italiano con il cielo a pecorelle
acqua a catinelle.
rainato, gobo: pesce d’acqua dolce,
simile alla carpa; ragazzo
piccolo, brutto, malaticcio.
raisón: fittone; grossa radice in
genere.
raisòto: fittone; ceppaia.
rajàda: raglio.
rajare: trascinare; ragliare.
rajo: filare di viti; partita a briscola;
raggio di luce; raglio; coronella,
arginello; barriera costruita attraverso
un fosso o un macero;
bisogna vendemare el rajo de
bacò; fémo on rajo a brìscola
scoèrta?
rajòlo: rastrello stendigrano terminante
in una tavoletta di legno.
rajonaménto: ragionamento; discorso.
ramà: ramato; rivestito di rame; ramificato,
ramoso, frondoso; sostenuto
con rami, con frasche.
rama: ramo; frasca.
ramàja: intrico di rami; ramaglia;
sterpaglia.
ramazà: battitura; a fago na ramazà,
sa no ‘ndè via!, faccio
una strage se non partite!
ramaza: scopa.
rambrécoli: cimaiole delle piante.
ramenà, remenà, remenada: atto
ed effetto del dimenare e del
dimenarsi; bastonatura; sparpagliato;
(di frumento o altro
cereale) allettato; el ga ciapà
na ramenà, ca no te digo!
ramenare, remenare: rigirare; far
cadere; chi ca va in ‘eto senza
zena, tuta la nòte el se ramena.
raméngo, reméngo (andare a):
marcire; andare in rovina; ma
va’ a ramengo!; el ga el zervèo
a ramengo.
raméngo, reméngo: ramingo, chi
va in giro senza una meta; fannullone;
un poco di buono.
ramenòto, remenòto: capitombolo;
il dimenarsi per terra; scarica
di botte; sconvolgimento;
atto del ramenare.
raméto: ramoscello.




